Chiuse le frontiere in entrata per gli stranieri e lasciato un corridoio in uscita per i turisti, il governo australiano sta cercando di far rimpatriare i 12.000 cittadini bloccati tra Europa, Asia e America Latina. Ma l'ultimo, grande, nodo da sciogliere, in questa prima fase della gestione dell'epidemia di coronavirus, riguarda il destino di tre navi da crociera che si trovano di fronte alle coste del Western Australia.
Il caso più complesso è quello della Vasco da Gama, una nave con a bordo 950 persone il cui arrivo al porto di Fremantle era previsto per oggi. Di fronte alla prospettiva di far sbarcare quasi mille passeggeri, però, il governo statale ha deciso di suddividere le persone in tre gruppi e di far rimpatriare i circa 150 stranieri con voli speciali in partenza da Perth, di trasferire con voli interni i 500 cittadini australiani residenti in altri Stati e infine di allestire un centro per la quarantena per gli abitanti del WA.

Questi ultimi, circa 300, da lunedì finiranno per questo in strutture allestite a Rottnest Island. L'isola è abitata da 340 persone ed è diventata una meta turistica sia per le sue spiagge sia soprattutto perché ospita l'unica grande colonia mondiale di quokka. Il marsupiale (una specie di wallaby delle dimensioni di un gatto domestico) non è solo un animaletto inoffensivo e che non ha paura dell'uomo, ma è diventato un'attrazione globale grazie alla sua particolare e curiosa predisposizione per i selfie.
Per le autorità, comunque, il primo problema da risolvere non riguarda l'impatto sui quokka (o sul turismo) ma la capacità ricettiva dell'isola. Il governo di Perth si è preso quindi tre giorni di tempo per decidere sull'eventuale evacuazione dei pochi residenti, e per allestire strutture in grado di accogliere circa 300 Western Australians per due settimane di quarantena.

Per quanto riguarda i casi delle altre navi, è scontro tra il governo statale e l'esecutivo federale sul destino della MV Artania: nella giornata di mercoledì le autorità sanitarie di Perth sono infatti salite a bordo, e tra gli 800 passeggeri (in maggior parte di nazionalità tedesca) e i circa 500 membri dell'equipaggio hanno riscontrato 7 casi di positività al COVID-19.
"Altre due persone sono risultate negative al test - ha specificato il Premier statale Mark McGowan - ma manifestano i sintomi del coronavirus, per cui a nostro avviso potrebbero rappresentare un pericolo per la nostra comunità. A questo riguardo chiediamo al Primo Ministro Scott Morrison e al Ministero dell'Interno di assumersi la responsabilità della gestione di questa situazione".

Una situazione che si è incagliata nel momento in cui le autorità sanitarie locali hanno negato lo sbarco a tutti i passeggeri, comprese le persone positive al COVID-19, affermando che possono essere curate a bordo. Uno stallo che parte in realtà dai conflitti di attribuzione: il Premier del WA ha infatti ribadito a gran voce che il futuro delle navi e dei passeggeri è una responsabilità del Commonwealth.
C'è poi una terza e ultima nave in questione - la Costa Magnifica - che si trova al momento ancorata nei pressi del porto di Fremantle con a bordo 1.700 persone. Tra queste, nessuna è di nazionalità australiana e al momento non risulta alcun contagiato da coronavirus. A prescindere dall'esito dei tamponi, comunque, le autorità del WA hanno disposto il rimpatrio immediato di tutti i passeggeri.
