Una ricerca svolta dell'Associazione dei consulenti finanziari e CoreData, durante la Royal Banking Commission, ha rivelato che oltre il 71% delle persone che non ha mai ricevuto consulenza finanziaria vorrebbe avere qualcuno a cui rivolgersi per un aiuto a gestire i loro risparmi.
Ma cosa le blocca quando si tratta di rivolgersi ad un consulente finanziario?
Il 47% delle persone coinvolte ha affermato di essere in grado di gestire le proprie finanze in autonomia. Un terzo ha dichiarato che rivolgersi ad un esperto è troppo costoso. Mentre il 13% ha dichiarato che i consulenti finanziari sono inaffidabili.
Secondo Philip Kewin, CEO dell'Associazione dei Consulenti Finanziari, i consulenti finanziari invece svolgono un ruolo fondamentale: "È interessante: il 49% delle persone non cerca aiuto perché pensa di poter fare da sé. Ma non sanno quale benessere finanziario ed emotivo potrebbero ottenere se si avvalessero di un consulente".
Come spiegare però la sfiducia in queste figure professionali? "Ci sono 25.000 consulenti finanziari registrati, mentre sono una manciata i casi di consulenze inadeguate. Una manciata è comunque troppo, perché stiamo parlando del benessere delle persone, del loro benessere finanziario, ma la maggior parte dei consulenti sono professionisti bravi e che lavorano duramente garantendo un ottimo risultato per i loro clienti", ha dichiarato Kewin.
La Royal Banking Commission ha puntato i riflettori sulla consulenza finanziaria, evidenziando come alcuni consulenti chiedessero percentuali su commissioni mai svolte.
La Commissione ha concluso i lavori con dieci raccomandazioni sul settore della consulenza finanziaria, comprese indicazioni che riguardano la dichiarazione delle tasse e la creazione di un singolo organo disciplinare, responsabile di monitorare il lavoro dei professionisti.
Gli standard imposti da ASIC, l'Australian Securities and Investments Commission, sono già in fase di introduzione.
A coloro che sono alla ricerca di un bravo consulente finanziario, Kewin suggerisce di affidarsi a consigli e indicazioni di altri clienti, verificando che il consulente finanziario sia registrato sul sito MoneySmart, un portale del governo australiano: "Quando si incontra un consulente per la prima volta, il/la professionista deve darvi una guida che specifichi chi è, chi rappresenta, come è pagato/a, che tipo di prodotti finanziari può consigliare. Se si preferisce negoziare con un consulente che non fa parte di un’istituto, bisogna dichiararlo immediatamente".
Erin Turner, del gruppo di consumatori CHOICE, sostiene invece che la prima domanda da porre a un consulente finanziario è: “come vieni pagato/a? Se il consulente viene pagato dall’istituto, non sta lavorando esclusivamente per te e abbiamo visto più e più volte che è più probabile che ti consigli un prodotto che non è di tuo interesse. In alcuni casi consulenti fatto perdere completamente o in parte la pensione ai loro clienti".
Philip Kewin dell'AFA ha spiegato che i consulenti possono essere pagati in due modi: "I consulenti possono essere pagati tramite una commissione, una quota fissa o una combinazione di entrambi. La cosa importante delle commissioni e dei consulenti finanziari è che tutte le commissioni devono essere comunicate in anticipo e concordate con il cliente e il consulente, in modo che il cliente possa scegliere di pagare nel modo più appropriato. In genere si dovrebbero considerare circa 2000 dollari per un piano iniziale, ma dipende dalla complessità del piano".
Un consulente può essere anche pagato per revisioni una tantum che saranno retribuite su base oraria. Ma, senza conoscere la situazione finanziaria generale del cliente, può essere difficile per un consulente dare consigli appropriati.

Secondo Erin Turner di CHOICE ci sono altre alternative , come i ‘financial counsellors’: "ci sono, ad esempio, opzioni di ‘financial counselling’: si tratta di consulenti indipendenti e imparziali che possono aiutarti se hai debiti da ripagare, problemi con la carta di credito e possono anche negoziare con i fornitori di utenze a servizi per ottenere tariffe migliori".
I ‘financial coaches’ stanno aumentando di popolarità, ha dichiarato David Rankin di Sort My Wealth, quello che faccio è guardare le entrate, le uscite e i goal del cliente in dettaglio e poi stilo un budget adatto alle sue esigenze".
A differenza dei consulenti finanziari, questi professionisti non devono possedere una licenza, ma per questo bisogna assicurarsi di essersi rivolti ad un professionista serio e onesto.
