In una nottata di risultati elettorali piena di sorprese, Scott Morrison e la Coalizione hanno raggiunto un risultato che sembrava irraggiungibile, almeno guardando ai sondaggi dei mesi (anzi degli anni) passati, alle quote delle agenzie di scommesse e persino agli exit poll usciti alla chiusura dei seggi della costa est.
Tutto faceva pensare a una vittoria laburista, ma qualcosa è iniziato a succedere quando il conteggio dei voti è partito. E all'inizio è stata confusione.
"Because something is happening here but you don't know what it is", cantava Bob Dylan.
E questa è stata la sensazione che si è avuta per gran parte della serata elettorale, fino dal momento in cui ci si è resi conto che le cose non stavano andando come previsto da quegli exit poll che assegnavano una vittoria certa ai laburisti.
Già intorno alle otto di sera della costa est, due ore dopo la chiusura dei seggi locali e con quelli del Western Australia ancora aperti, i conteggi in arrivo dal Queensland hanno cambiato completamente il quadro della situazione con la Coalizione tra Liberals e Nationals (che nello stato è unita nel Liberal National Party of Queensland) non solo in grado di mantenere dei seggi a rischio, ma addirittura in grado di guadagnarne alcuni.
La sconfitta dell'ex primo ministro Tony Abbott nel seggio di Warringah ad opera dell'indipendente Zali Steggall, è sembrata essere l'unico momento di difficoltà per i partiti di governo.
Ma durante il suo discorso, pur concedendo la vittoria all'avversaria, Tony Abbott ha per primo fatto riferimento a una sempre più probabile vittoria elettorale per il suo partito. E quello che sarebbe dovuto essere un discorso sommesso si è trasformato in un comizio di fronte a una folla giubilante.

E intorno alle 23;30, ora della costa est, sono giunte le notizie di una telefonata fatta dal Leader dell'opposizione, Bill Shorten al Leader Liberale, Scott Morrison, in cui Shorten ammetteva la sconfitta.
E infatti secondo i commentatori, il vero sconfitto di queste elezioni è proprio è Bill Shorten, che ha perduto un'elezione ritenuta imperdibile, con decine di sondaggi consecutivi che davano i laburisti in chiaro vantaggio.
"I wish we could have done it for Bob" ha dichiarato durante il suo 'concession speech', riferendosi a Bob Hawke, l'ex primo ministro laburista scomparso nei giorni scorsi. E ha aggiunto:
"Labor's next victory will belong to the next leader", rassegnando le dimissioni da leader del Partito Laburista.

Il vero vincitore della serata è stato però Scott Morrison.
Il primo ministro uscente ha vinto al termine di una campagna elettorale che appariva impossibile da trasformare in riconferma. E se sarà in grado di formare un governo, potrà farlo con un mandato personale guadagnato "sul campo" e datogli dagli elettori, e non attraverso un cambio di leadership come è avvenuto durante la scorsa legislatura.
Comparso davanti a una folla da stadio che cantava ritmicamente "Sco-Mo Sco-Mo" il Primo Ministro è apparso raggiante e ha scandito i nomi dei parlamentari del suo partito, ogni nome accolto da un "olè" della folla.
"Tonight is not about me or about the Liberal party, but it is about all Australians".

Al momento della pubblicazione di questo articolo non è ancora chiaro se, al termine del conteggio dei voti postali, la Coalizione avrà raggiunto il numero minimo di 76 seggi per governare senza dover stringere accordi con i parlamentari indipendenti.
