Eccoci al nuovo appuntamento con il diario delle elezioni, lo spazio in cui ogni giorno passeremo in rassegna alcuni dei temi principali del dibattito politico in vista della tornata elettorale del 18 maggio.
E partiamo con una giornata in cui le parole d'ordine sono state uova e interessi.
Scott Morrison colpito da un uovo "a salve"
Il Primo Ministro, mentre si trovava ad Albury, in New South Wales (al confine con il Victoria), è diventato il bersaglio di un lancio di uovo. Fortunatamente il colpo è risultato essere "a salve" nel senso che l'uovo in questione non si è rotto ed è rimbalzato sulla testa del leader liberale.

L'autrice del gesto, una donna di 25 anni, dovrà rispondere dell'accusa di aggressione ("common assault") e possesso di cannabis, sostanza trovatale addosso dagli agenti che l'hanno fermata. Dal canto suo, il Primo Ministro si è prodigato nell'aiutare una donna anziana ad alzarsi, dopo che era caduta durante le fasi convulse del dopo-lancio-di-uovo.
Tassi d'interesse: alla fine non cambia nulla
È finalmente giunta la tanto attesa decisione della Reserve Bank of Australia sui tassi di interesse, a più di due anni dall'ultimo taglio. Un nuovo taglio era atteso da molti economisti e i tamburi hanno rullato oggi alle 2;30 quando è giunta la notizia che in realtà non cambia nulla.

La banca centrale ha deciso di lasciare nuovamente i tassi invariati, anche se ci si aspetta che un taglio possa arrivare nei prossimi mesi.
L'Alta Corte dice no a Clive Palmer
Clive Palmer, leader del suo United Australia Party, ha visto respinto un ricorso fatto davanti all'Alta Corte. Ma che cosa chiedeva Palmer?

La sua richiesta è che all'Australian Elettoral Commission venga impedito di pubblicare i conteggi del voto delle preferenze, nel giorno delle elezioni, fino a che tutti i seggi del paese siano chiusi.
Questo, secondo gli avvocati di Palmer, per impedire che in Western Australia si voti ancora sapendo il risultato della costa est, fattore che penalizzerebbe i partiti piccoli come l'United Australia Party.
Una curiosità: la prassi di indicare i due candidati più forti e distribuire loro le preferenze nella serata stessa della giornata elettorale fu decisa proprio dall'Alta Corte dopo le elezioni del 1990, quando ci sono voluti molti giorni prima che il risultato finale venisse annunciato.
