Uber ha annunciato oggi che i voli di prova comincieranno l’anno prossimo, e che le attività commerciali inizieranno nel 2023.
Il servizio utilizzerà una serie di skyports, e la Uber app, ovviamente.
Il portavoce per Uber, Eric Allisson, ha annunciato che tali operazioni potrebbero ridurre il traffico e i relativi costi per l’economia australiana, di circa 16 miliardi e mezzo di dollari all’anno.
“Il viaggio di 19 chilometri dal CBD all’aereoporto di Melbourne, che in macchina può durare dai 25 minuti a un’ora nell’ora di punta, con Uber Air durerà 10 minuti".
Il servizio verrà anche testato a Dallas e a Los Angeles.
L’assistente ministro per il tesoro per il Victoria, Robin Scott, ha accolto l’annuncio con entusiasmo.
“Siamo lieti che Melbourne sia stata scelta come prima città al mondo dove testare Uber Air. Il Victoria è uno stato innovativo ed è una economia guida nel campo delle tecnologie rivoluzionarie nella regione dell’Asia-Pacifico”.
Secondo Susan Anderson, manager regionale per Uber in Australia, Nuova Zelanda e Nord Asia, i governi australiani hanno adottato un approccio progressista nei confronti di questa nuova tecnologia ed il futuro dei trasporti, rendendo possibili i voli di prova.
“Questo, assieme alle caratteristiche demografiche e geospaziali uniche di Melbourne, e assieme a una cultura dell’innovazione e della tecnologia, rende Melbourne la perfetta terza città al mondo dove lanciare Uber Air,” ha detto Anderson.

Ma il dottor Chris De Gruter, del centro per la ricerca urbanistica dell'RMIT, non è convinto che queste vetture riusciranno a decongestionare le città dal traffico.
“Di solito questi mezzi sono a bassa capienza. Tipicamente porteranno l’equivalente di una macchina – cioé 4 o 5 persone".
“Quindi ci sarebbe bisogno di tantissimi di questi mezzi nel cielo, per ridurre davvero il traffico”.
“Un altro rischio è che volino a vuoto, solo con il pilota, per andare a prendere più passeggeri".

Secondo Matthew Marino, esperto aereospaziale all'RMIT, queste vetture potrebbero essere più sicure delle auto senza pilota, in quanto dovrebbero aggirare molti meno ostacoli.
Ma c'è bisogno di ulteriori esami, spiega Marino.
“Dobbiamo dimostrare che questa tecnologia è sicura almeno come gli elicotteri che volano regolarmente nelle nostre città,” Marino ha detto al The Guardian.
“È necessario approfondire ricerca e sviluppo in questo settore”.
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