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Italia in crescita ma il goal è un’utopia

Niente da fare per la nazionale di Mancini, che viene bloccata dal Portogallo sullo 0-0 a Milano.

Lorenzo Pellegrini (Italy) during the Nations League football match between Italy and Portugal at Stadio Giuseppe Meazza on November 17, 2018 in Milan Italy.Final results: 0-0. (Photo by Massimiliano Ferraro/NurPhoto/Sipa USA) .
Lorenzo Pellegrini during the Nations League football match between Italy and Portugal at Stadio Giuseppe Meazza on November 17, 2018 in Milan Italy. Source: AAP / Michael Nigro

Il gol, un'utopia. L'Italia cresce nel gioco e nell'autostima: in Polonia aveva dominato la partita salvo sbagliare 4-5 palle-gol e vincere nel recupero con Biraghi; l'altra sera a Milano ha costretto alle corde per una cinquantina di minuti il Portogallo, di livello superiore all'avversario precedente e non solo perché campione d'Europa, ma ha mancato 3 occasioni nel primo tempo e poi s'è arresa al cinico destino. Si acuisce così un problema che ha tormentato anche la gestione di Ventura. I numeri sono d'una chiarezza esemplare: negli ultimi 16 appuntamenti la nostra nazionale è rimasta a secco per 6 volte e in una sola occasione, con l'Arabia Saudita, ha realizzato 2 reti. E' finito il tempo di Riva, Boninsegna, Chinaglia, Signori, Schillaci, Baggio, Graziani, Pulici, Altobelli, Totti, Del Piero, ma anche Gilardino, Inzaghi e Toni. Da parecchio tempo a questa parte le mamme italiche non danno alla luce bambini con il dna da goleador. Peccato perché l'Italia delle ultime due apparizioni è apparsa in grado di giocarsela con qualsiasi avversario, almeno fino all'area di rigore. Poi l'utopia diviene metafisica.

 

Inconcludente il tridente schierato da Mancini con Immobile al posto dell'infortunato Bernardeschi, logicamente in una posizione diversa. L'attaccante laziale, quando è in azzurro, non è lo stesso giocatore che indossa la maglia biancoceleste della Lazio, e infatti ha fallito due occasioni pazzesche nel primo tempo. E' come se, fuori dal suo recinto, accusasse il peso di una responsabilità superiore alle sue forze: con la Lazio ha realizzato 76 reti in 102 incontri, 3 ogni 4 partite. In nazionale il suo score, già minimale con 7 centri in 35 presenze, è peggiorato al punto da aver siglato solo 2 gol (l'ultimo nel settembre 2017) dal settembre 2017 a oggi in 16 partite. Deludente anche il rendimento di Insigne che, per mancanza di rifornimenti, è andato più volte a prendersi palla a centrocampo invece di giocare da seconda punta come nel suo club. Un lusso inutile, specie per la nostra rappresentativa che vive il gol con angoscia. Da un giocatore del suo talento e della sua classe, ci si aspetta molto di più. Mancini non sbaglierebbe a parlare con Ancelotti per spiegare la metamorfosi di questo giocatore. Paradossale la prestazione di Chiesa, poco incisivo per volontà altrui più che propria. il gioiello viola è stato anche autore nel finale d'un fallo da rosso su Mario Rui (manata sul viso a palla lontana) dopo essere stato lungamente ignorato dai compagni e servito solo in posizione scomoda, spalle alla porta. Come non averlo. Visto come stanno andando le cose da oltre due stagioni a questa parte, varrebbe forse la pena di ricalcare il modulo del Napoli.

 

Resta in sospeso però la risposta alla domanda che non cambia mai: "Ma chi al centro dell'attacco?". Lasagna (2 gol in 12 partite) non può essere una soluzione neanche a media scadenza. Balotelli s'è fatto fuori da solo per l'ennesima volta. Politano non fa il goleador di mestiere. Resta Belotti. Mancini non l'ha convocato per due volte di seguito. Ma il giocatore granata è in ripresa e, per caratteristiche tecniche e morfologiche, appare al momento l'unica soluzione possibile al quesito. Il ct, che ha perfino convocato lo sconosciuto Grifo, deve adoperarsi come un buon padre di famiglia per recuperarlo alla causa. All'attaccante di Cairo e Mazzarri non si può rinunciare. D'altra parte il tridente leggero varato in Polonia con Bernardeschi, Insigne e Chiesa è fin troppo leggero. Ci vuole uno che abbia l'abitudine di scaraventare il pallone in rete, non dico sempre, ma spesso, non una tantum.

Vedremo cosa escogiterà Mancini domani sera a Genk nell'amichevole con gli Stati Uniti che ha un valore importante per il ranking. La formazione sarà largamente rimaneggiata: basti pensare al fatto che il ct ha rimandato a casa Chiellini, Insigne, Florenzi, Verratti e Immobile (uno per squadra, guarda caso) oltre all'infortunato Pellegrini. E proprio Pellegrini, subito entrato in partita a Milano con il Portogallo, doveva essere il pezzo forte del centrocampo. Ci sarà spazio per Gagliardini, Sensi e il giovane Tonali. Così come per Rugani e Palmieri in difesa, Politano, Berardi e Pavoletti in avanti. Un'altra nazionale a ben vedere, comunque da seguire con attenzione. In tribuna vedremo l'oligarchia dell'Uefa al completo perché l'Uefa sperimenterà in modo ufficiale il Var. E questa è una notizia. 

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Published

By Filippo Grassia



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