Addio a João Gilberto, voce del Brasile

Si è spento a Rio de Janeiro il chitarrista e cantante brasiliano João Gilberto, considerato il padre della bossa nova. Aveva 88 anni.

João Gilberto

João Gilberto Source: Facebook

Chega de Saudade
Il primo 45 giri di Gilberto (1958) Source: Facebook

Per chi conosce e ama la musica popolare brasiliana, il nome di João Gilberto è paragonabile a quello di Elvis Presley per chi ama il rock o di Luciano Pavarotti per gli appassionati di lirica. Insieme a Antônio Carlos Jobim Gilberto è stato il padre della bossa nova, un genere che oggi diamo per scontato (e che purtroppo sempre più spesso qualcuno definisce elevator music), ma che fino alla metà degli anni ’50 non esisteva – letteralmente. E la sua scomparsa, sabato 6 luglio ad 88 anni, chiude una lunga ed entusiasmante stagione musicale.

João Gilberto
Statua di João Gilberto nella città natale di Juazeiro Source: Facebook

Per comprendere l’importanza dell’artista a chi lo avesse conosciuto solo superficialmente, aggiungiamo che i partecipanti alla 43a riunione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco a Baku, capitale dell'Azerbaijan, hanno osservato un minuto di silenzio in suo onore.

La morte di Joao Gilberto "è una grave perdita per il patrimonio culturale", ha affermato Abulfas Garayev, presidente del comitato delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO). Nel suo discorso, Garayev ha detto che Joao Gilberto è "tra le persone che hanno avuto un grande impatto sulla storia della musica".

Un minuto di silenzio è stato osservato anche domenica scorsa prima della finale della Copa America fra Brasile e Perù e il governo dello stato di Bahia ha decretato tre giorni di lutto in seguito alla sua scomparsa.

João Gilberto do Prado Pereira de Oliveira era nato non a Rio de Janeiro (dove ha comunque vissuto per la maggior parte della sua vita, acquisendo anche il tipico accento carioca), ma nell’entroterra della Bahia, nel nordest del Brasile. Per la precisione a Juazeiro, il 10 giugno 1931.

Giunto a Rio de Janeiro nel 1957, a 26 anni, sviluppò una nuova tecnica chitarristica influenzata dalla samba, ma anche dal jazz. Aveva inventato (ma ancora non lo sapeva) la bossa nova. Un giorno si presentò, con una chitarra sotto braccio, ad una festa nella casa del musicista e cantante Roberto Menescal, chiedendo di poter partecipare a una delle jam session che solitamente concludevano le serate nella casa. Sorpreso dalla richiesta e dall'insistenza, Menescal lo accolse. Lì, João suonò la sua composizione Bim Bom e incantò i presenti, in particolare Menescal, chitarrista egli stesso, che partì di lì a poco per una tournée utilizzando il nuovo stile di arpeggio inventato da Gilberto. Poi l’incontro con Jobim, autore delle musiche di classici quali Garota de Ipanema, Desafinado, Insensatez, Wave, Amor em paz, eccetera, tutte cantate poi da João. Il resto, come si sa, è storia. Jobim fu colpito dal modo di suonare e cantare di Gilberto e gli propose di interpretare Chega de Saudade, considerata la prima canzone del nuovo genere: bossa nova (letteralmente: la nuova tendenza). Era il 1958.

Garota de Ipanema
La copertina di Garota de Ipanema Source: Facebook

Nel 1964 uscì un album fondamentale: Getz/Gilberto. Il sassofonista jazz americano Stan Getz aveva subito intuito l’importanza della bossa nova come veicolo ritmico ideale (“gli strumenti galleggiano sul ritmo della bossa nova”, aveva detto il musicista americano Henry Mancini) e portò a New York Gilberto, l’allora moglie e cantante Astrud, Jobim e altri musicisti brasiliani per registrare quello che ancora oggi è considerato il disco più rappresentativo del genere. Da quel momento tutto il mondo si innamorò della bossa nova, di canzoni quali Garota de Ipanema (poi cantata in inglese anche da Frank Sinatra) e Desafinado.

João Gilberto, Caetano Veloso
Gilberto sul palco con Caetano Veloso Source: Facebook

Una caratteristica della vocalità di Gilberto (su cui pochi si soffermano) è il suo completo controllo sul cantare, come un galleggiamento sugli accordi delle canzoni. Cantava e suonava la chitarra e, come un sassofonista jazz, sapeva entrare ed uscire dalle battute ritmiche del brano con leggerezza e precisione, prediligendo le entrate in anticipo (al contrario della maggioranza dei cantanti, che spesso “escono” dalla strofa e quasi “entrano” nella successiva. Ascoltare la versione di Gilberto di un classico è sempre una sorpresa: “come interpreterà le note del cantato?” Un esempio è la versione di Estate di Bruno Martino, che trovate in questo articolo.

Gilberto era molto popolare anche in Italia. Negli anni ’60 si era esibito per diverse stagioni estive nei più noti locali della Versilia, aveva suonato alla RAI, ad Umbria Jazz e al Circo Massimo di Roma. Parlava correntemente l’italiano e – come abbiamo accennato – portò al successo nel suo paese Estate, cantandola nella nostra lingua.

Gilberto non era una persona facile: sposato più volte, apparentemente scontroso, super esigente nelle sue richieste, a volte abbandonava sale da concerto durante un’esibizione perché l’aria condizionata lo disturbava o uno spettatore interrompeva il silenzio fra una canzone e l’altra, o perché il tecnico del suono non gli dava il sound che voleva. Negli ultimi anni della sua vita ha dovuto affrontare cause contro case discografiche, era stato sfrattato dal suo appartamento di Leblon (sul lungomare di Rio) per non aver pagato l’affitto e raramente usciva di casa. Lo scorso dicembre aveva perso la ex moglie Miúcha (sorella di Chico Buarque e madre della figlia Bebel). Non voleva vedere più nessuno, con l’eccezione di Bebel e della ex compagna Cláudia Faissol.

João Gilberto pochi giorni prima della morte
João Gilberto pochi giorni prima della morte Source: Facebook

Di lui Caetano Veloso ha scritto: “João Gilberto è stato il più grande artista con cui la mia anima è venuta in contatto. Prima di compiere 18 anni, avevo imparato da lui tutto (…). Con la sua voce e la sua chitarra ha ricreato la funzione e la storia dello strumento. Ha messo in prospettiva tutti i libri che ho letto, tutte le poesie, tutte le foto, tutti i film che abbia mai visto e non solo tutte le canzoni che ho ascoltato. Ed è stato con questo obiettivo, questo filtro, quel sistema audio che sono venuto a leggere, vedere e ascoltare (…). La musica non sarebbe musica senza la testardaggine di João: era un'illuminazione mistica. Nessun aspetto del mondo che egli abbia mai toccato così da vicino può minacciare la grandezza della verità della sua arte.”

João Gilberto
Con Maria Bethania, Caetano Veloso e Gilberto Gil Source: Facebook

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By Marco Lucchi

Source: SBS Italian




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