Ritroviamo oggi per l’ultima volta Marco Prayer Galletti e Andrea Zerbini, che dal 15 luglio scorso partecipano al Mongol Rally 2017, l’evento motoristico di beneficenza che dall’Inghilterra alla Siberia copre quasi interamente due continenti. Come abbiamo già spiegato nelle scorse settimane, non si tratta però di una corsa come tutte le altre: l'automobile con la quale si partecipa deve avere almeno vent’anni, costare non più di 500 euro e avere una cilindrata non superiore ai 1200 centimetri cubi. Il veicolo scelto da Marco, software developer, e Andrea, archeologo, è una Fiat Panda 4x4 del 1988 “restaurata” in un’officina fiorentina prima della partenza e ribattezzata La Signora Martini. L’avventura si è conclusa qualche giorno fa a Ulan-Ude, città nella Siberia russa vicina al confine con la Mongolia. Ma non sono mancati gli imprevisti, come ascoltiamo dalla voce di Prayer.
Due settimane fa avevamo lasciato i due fiorentini in Cina. Ecco un breve resoconto video della loro esperienza nel paese asiatico, dove hanno visitato zone desertiche, ripide montagne, i guerrieri di terracotta di Xian e la leggendaria muraglia cinese.
Dopo la Cina, la Mongolia. Qui Marco e Andrea hanno subito il contrattempo più grave del loro viaggio: la rottura della pompa della benzina nella capitale Ulan Bator. Solo una settimana dopo, in seguito all'arrivo dall'Italia del pezzo di ricambio originale dalla Fiat, i due amici sono potuti ripartire alla volta della Russia, dove, nei pressi del lago Bajkal, si è conclusa la loro avventura.
Zerbini ha dovuto "abbandonare" Prayer a Novosibirsk per tornare ad insegnare ad Oxford (dove è docente universitario di archeologia) e Marco sta ora tornando da solo verso l'Italia a bordo della Signora Martini. Mancano ancora oltre tremila chilometri, ma, dopo averne percorsi decine di migliaia fra Europa e Asia su strade spesso non asfaltate e, per dirla con un eufemismo, poco sicure, l'utima tratta sembrerà una passeggiata.

Marco Prayer e La Signora Martini Source: Courtesy of Marco Prayer
La precedente tappa:

"A Dushanbe la Panda ci ha fatto temere il peggio"
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