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Morrison Vs Shorten: Round 1

In diretta da Perth è andato in onda il primo dibattito televisivo tra il leader liberale e quello laburista, in un'atmosfera da quiz televisivo.

Bill Shorten and Scott Morrison will have a leaders' debate in Perth on Monday night.
Bill Shorten and Scott Morrison faced in leaders' debate in Perth on Monday night. Source: AAP

I due leader rivali, Scott Morrison e Bill Shorten, sono apparsi nello studio televisivo seduti uno accanto all'altro, con una scenografia e con una colonna sonora che che ricordavano un talent show o altri programmi di intrattenimento. Un dibattito che tra giudici, giornalisti, pubblico in studio votante e timer davvero riecheggiava l'estetica di una gara di talenti televisivi o di quei giochi a quiz a la "Chi Vuol Essere Milionario".

Un dibattito durante il quale il leader Laburista ha insistito nel rivolgersi "agli australiani" guardando sempre fisso verso la telecamera, mentre il Primo Ministro Morrison ha spesso rivolto il suo sguardo e le sue parole direttamente verso l'avversario.

Quella che segue è una cronaca rigorosamente cronologica del dibattito.

IL LANCIO DELLA MONETINA

E il tutto è iniziato con un lancio della monetina, vinto da Scott Morrison che ha iniziato con il suo mini-discorso introduttivo.

Economia, posti di lavoro e surplus per i conti dello stato. Il Primo Ministro ha rivendicato i risultato del governo e ha annunciato un piano per proseguire in questa direzione, con l'aggiunta di tasse più basse per le aziende, anche quelle familiari. E ha ricordato l'impegno del governo nella protezione dei confini del paese, parlando dei successi del suo governo in tal senso e concludendo con alcune frecciate verso il Partito Laburista, accusato di voler aumentare le tasse e di non essere in grado di guidare l'economia come saprebbe fare la Coalizione.

Ha preso poi la parola il leader laburista Bill Shorten, che si è detto ottimista sul futuro dell'Australia, soprattutto se messo nelle mani delle persone migliori del paese, riferendosi al suo team che ha definito "unito e forte" a differenza, a suo dire, del governo che ha cambiato tre primi ministri nell'ultimo mandato. Ha poi ribadito i cavalli di battaglia della sua campagna elettorale: sanità, istruzione, salari e lotta ai cambiamenti climatici.  Ha ribadito che i privilegi fiscali per alcune categorie dovranno essere ridotti, ma per il beneficio di altre categorie che ne avrebbero più bisogno e diritto. E ha utilizzato il suo slogan di questa campagna: "a fair go".

Dopo le dichiarazioni introduttive dei leader sono iniziate le domande da parte del panel di giornalisti.

1. TRUST

A Scott Morrison è stato ricordato che lo scorso mandato di governo è stato il quarto cominciato con un primo ministro e terminato con uno differente. E gli è stato chiesto come possa guadagnare la fiducia degli elettori in tal senso.

Morrison ha risposto che, innanzi tutto, sia il suo partito che i laburisti hanno cambiato le loro regole interne per evitare cambi improvvisi e "leadership challenges" come nel passato. Ma poi, nel parlare di fiducia in generale, ha detto che gli australiani possono fidarsi del suo track record come primo ministro e, in precedenza, come ministro dell'immigrazione nel fermare le barche di immigrati.

La stessa domanda è stata posta a Bill Shorten ricordandogli gli avvicendamenti tra Kevin Rudd e Julia Gillard alla guida del suo partito e del governo.

Lui ha dichiarato che per recuperare la fiducia degli australiani bisogna focalizzarsi meno sui politici australiani e più sulle persone australiane. Ha quindi dichiarato che le Anticorruption Commissions verranno re-istituite. E ha ribadito di avere un partito unito mentre Scott Morrison "ha Clive Palmer e Pauline Hanson" e se si vota lui dovrà avere a che fare sempre con loro.

2. CLIMATE CHANGE

Il primo a rispondere è stato il leader laburista Shorten, in particolare sui suoi ambiziosi target per i tagli alle emissioni e sui costi per raggiungerli. E la sua risposta è stata che se non si fanno cambiamenti, che ha ammesso abbiano dei costi, sarà disastroso per l'economia australiana. E ha usato uno dei suoi australianismi, quel "fair dinkum" ripetuto più volte durante questa campagna.

A Scott Morrison è stato chiesto se considera i cambiamenti climatici pericolosi, soprattutto in quanto padre di due bambine. Il Primo Ministro ha risposto di considerali una minaccia. Ha però voluto specificare che i target della sua piattaforma elettorale, significativamente ridotti rispetto a quelli dei laburisti, sono quelli adeguati, ribadendo che in passato il suo governo ha sempre raggiunto tutti i target che l'Australia si era impegnata a rispettare.

A una domanda sul prezzo delle automobili elettriche Shorten non ha saputo fornire il prezzo di una vettura elettrica sul mercato, nonostante voglia incentivarne l'acquisto. Morrison è intervenuto dicendogli il prezzo esatto, dando avvio a un battibecco in cui il leader laburista ha fatto ironia sul tempo passato dal Primo Ministro a leggere le pagine dedicate all'automotive.

3. SALARI

È stato chiesto a Scott Morrison cosa farà per far aumentare i salari e se pensa che i più abbienti debbano avere tutti i tagli alle tasse di cui beneficiano al momento. Il Primo Ministro ha dichiarato che per far crescere i salari non bisogna aumentare le tasse né ai più abbienti e neppure alle aziende.

Shorten ha invece dichiarato che bisogna aumentare i salari di fronte all'aumento dei costi della vita e ha ribadito la volontà di ripristinare le penalità di turno, che, dal canto suo, Morrison ha ribadito essere state tagliate per una decisione della Fair Work Commission e non del governo.

4. IMMIGRAZIONE

Al Primo Ministro è stata fatta una domanda sul suo presunto allarmismo per un trasferimento in massa di richiedenti sul territorio australiano dopo il passaggio della proposta di legge Medivac e gli è stato chiesto se non pensi fosse fuorviante, visto che solo una persona è stata effettivamente trasferita per motivi di salute. Ma il Primo Ministro ha voluto specificare che l'allarme fosse a lui arrivato dai servizi di sicurezza e non fosse partito dal governo.

E a Bill Shorten è stato chiesto come pensa di fermare le navi di migranti se al governo. La sua risposta è stata che  alcune "policy" del governo sugli arrivi via nave sono state "giuste" e che ha convinto il suo partito a seguirlo nell'appoggiarle. E ha rassicurato che i laburisti manterranno le stesse politiche del governo sul non permettere, a chi arrivi via nave, di entrare in Australia. Ma ha rivendicato l'importanza di prendersi cura di chi, in detenzione, sia in condizioni di salute gravi.

Morrison ha però detto che il partito laburista non sarà in grado, secondo lui, di garantire una politica coerente sull'immigrazione e che cambierà per il peggio le politiche.  

5. FRANKING CREDITS

Bill Shorten ha spiegato la sua politica sui franking credits dicendo che non colpirà i pensionati in generale, ai quali invece invece verranno forniti aiuti, per esempio in campo di salute dentale.

Dal canto suo Scott Morrison ha accusato che invece il piano laburista colpirà i pensionati che hanno "self managed superfunds".

6. CLIVE PALMER

Scott Morrison sostiene che anche i Laburisti vogliono le preferenze del Partito di Palmer e che comunque lui pensa che i Laburisti e i Greens siano più pericolosi di Palmer per l'economia del paese.

Secondo Shorten, invece, Palmer crea confusione in queste elezioni e sostiene che un governo che abbia bisogno di Clive Palmer e di Pauline Hanson creerebbe confusione nel futuro, per la necessità di dover negoziare con loro.

7. COSA AMMIRI NEL TUO AVVERSARIO?

Scott Morrison ha detto di rispettare chiunque sia un "public servant" e lavori per lo stato e che rispetta Bill Shorten per esserlo.

Shorten ha invece detto di rispettare Morrison sul tema della salute mentale e crede che abbia una visione in tal senso, aggiungendo che vuole lavorare con lui su questo tema. E ha aggiunto che lo rispetta per essere un uomo sincero nelle sue convinzioni.

CHIUSURA

SCOTT MORRISON

Il dibattito è importante perché tra poco gli australiani sceglieranno, soprattutto per l'economia. il Primo Ministro ha ricordato che ci sono voluti anni per riportare il bilancio e il mercato del lavoro a livelli migliori rispetto a quanto lasciato in eredità dal Partito Laburista.

E ha ripetuto che non si possono fornire servizi senza un economia forte, rivendicando l'abilità dell'esecutivo uscente nel "manage money". Secondo lui la risposta per il futuro sono tasse basse.

BILL SHORTEN

Il leader laburista ha portato avanti un "case for change". Ha ribadito che il caos deve fermarsi nei cambi di primo ministro messi in atto dagli avversari e che potrebbero peggiorare con un'alleanza con Clive Palmer e Pauline Hanson da parte della Coalizione.

Ha ammesso che l'economia è si forte, ma si è chiesto "per chi?". E ha ribadito i costi in crescita, per i cittadini, di healthcare, childcare e istruzione.

LE ULTIME FRECCIATE

In conclusione, ai due leader è stato chiesto cosa non abbia fatto, o abbia fatto di sbagliato, l'avversario in questa campagna elettorale.

Scott Morrison ha detto che Shorten non ha mai dichiarato quali sono i costi delle politiche laburiste, domandando "What is the cost of change?". E ha aggiunto che i tempi difficili stanno per arrivare e c'è bisogno di chi sappia maneggiare il denaro per attraversarli.

Bill Shorten ha invece detto che non si può continuare a fare le stesse cose fatte fino ad oggi perché il costo del "non cambiare" va a ricadere nel peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini australiani.

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Published

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By Davide Schiappapietra



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