Molti ascoltatori potranno ritrovare nella vita di Nicola Natale alcuni aspetti della propria storia e di conseguenza provare forte empatia nell'ascoltare fatti raccontati con così forte realismo. Potranno rivivere la rassegnazione nella loro decisione di partire in cerca di lavoro, il trauma del distacco dai propri cari, le paure per l'ignoto, le speranze, ma anche la gioia del sospirato ricongiungimento con la famiglia dopo mesi o addirittura anni di lontananza. Ai nostri microfoni Nicola ha ricordato l’arrivo della moglie Maria Rosa, del figlio Gregorio a Sydney il 6 febbraio del 1964 con la nave “Marconi”, soffermandosi sugli inizi della loro nuova vita in Australia. Traspare nelle sue parole la gioia per la nascita di Filomena il 16 novembre dello stesso anno, e di Caterina il 28 novembre del 1965.
Ascoltiamo la seconda parte della sua storia.
"Ricordo benissimo che quando andavo a scuola, a sei anni, la maestra faceva i disegni alla lavagna e diceva che dovevamo scendere in guerra"


“Io e mia moglie abbiamo vissuto una vita veramente incredibile”

Il tempo passa, i figli crescono, vanno a scuola, cercano l'equilibrio nella coesistenza delle due culture. Nicola Natale segue da vicino i suoi figli nella loro crescita personale e formazione scolastica. Si dice convinto che l’educazione sbagliata di tanti giovani sia la causa della loro infelicità e dei loro insuccessi. Oggi si considera orgoglioso della propria famiglia e dei traguardi raggiunti, sottolineando con grande piacere che tutti e tre i figli si sono laureati e che anche i nipoti hanno studiato alluniversità, diventando professionisti in vari campi.
"L'Italia per me è stata sempre bella e rimarrà sempre bella (...) le mie radici sono lì"

