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Piromani e incendiari come serial killer: profilarli per fermarli

Oltre l'80% degli incendi in Australia sono causati dall'azione degli esseri umani, molti deliberatamente. E secondo un profiler di piromani, gli autori potrebbero essere fermati in una fase iniziale della loro "carriera" se identificati e accuratamente profilati.

RFS volunteers and NSW Fire and Rescue officers fight a bushfire encroaching on properties near Termeil on the Princes Highway between Batemans Bay
Source: AAP

La stragrande maggioranza degli incendi boschivi nelle regioni sud-orientali australiane è storicamente causata dalla azione di esseri umani e solo una piccola parte di essi può essere attribuita a cause naturali. Questo secondo l'analisi dei dati satellitari fatta nel 2015 sulla base di 113.000 incendi in New South Wales e Victoria, i cui dati sono in linea con quelli ufficiali pubblicati dall'Australian Institute of Criminology (AIC).

Secondo i dati, l'87% degli incendi sui quali sono state svolte delle indagini sono stati causati dall'uomo e quasi la metà di loro sono di origine dolosa.

Secondo Marco De Sisto, esperto "profiler" di piromani, considerare ogni incendio come una scena del crimine e raccogliere e analizzare i profili degli autori nello stesso modo in cui viene fatto per i serial killer, può aiutare a prevenire il verificarsi di molti incendi.

"Gli incendiari seriali e i piromani sviluppano ciò che definiamo una 'carriera deviante'. Come avviene per altri crimini, si costruiscono una vera e propria carriera", sostiene De Sisto, che è docente presso la School of Management dell'RMIT di Melbourne. De Sisto ha lavorato all'interno del corpo dei Vigili del Fuoco italiani come profiler. Una volta arrivato in Australia ha ottenuto la qualifica di manager di investigatori di incendi nel Victoria prima di entrare nel mondo accademico.

Secondo lui, investigare in profondità il maggior numero possibile di incendi, permette di identificare i segni delle 'fasi iniziali' di quelle 'carriere da incendiari' e impedire che queste si sviluppino.

"La carriera di un incendiario è come quella, per esempio, di uno spacciatore di droga. Si inizia facendo piccole cose, commettendo piccoli crimini che e poi diventano sempre più grandi. Per diventare un 'buon incendiario', ovviamente si inizia con azioni su piccola scala. Ci si esercita, si fa pratica. Si accendono dei piccoli fuochi per capire come reagiscano al vento, alle temperature", spiega De Sisto.

Three Sisters floodlit at dusk, Queen Elizabeth Lookout, viewing platform with tourists watching and photographing fire, bushfire in Jamison Valley, Blue Mountains National Park, Australia
Tourists watch the fire from the safety of the Echo Point lookout, Katoomba. Source: Moment Unreleased RF

Secondo Marco De Sisto, questo vale anche per i piromani.

La piromania è definita dall'AIC come un "disturbo del controllo degli impulsi", caratterizzato da un'incapacità di resistere agli impulsi, come quello di accendere fuochi, seguita da "piacere, gratificazione o sollievo in particolare quando si accendono oppure assistendo al loro sviluppo e alle loro conseguenze".

Secondo De Sisto, una più ampia disponibilità di dati provenienti dalle indagini sugli incendi boschivi e dai profilatori può aiutare a identificare potenziali piromani e incendiari seriali in una fase iniziale della loro "carriera deviante", prima che possano esprimere tutto il loro potenziale.

Ma una rigorosa profilazione potrebbe anche consentire di metter in campo politiche di prevenzione a livello di comunità locali, sostiene De Sisto.

"Nella maggior parte dei casi, l'età degli incendiari è compresa tra i 13 e i 35 anni. E, nel caso degli incendiari seriali, tendono a raggiungere l'apice della carriera tra i 17 e i 22 anni. Quindi sappiamo che questo è il target a cui si deve guardare ". 

Lo scorso novembre, la metà delle 18 persone arrestate per aver iniziato deliberatamente gli incendi in Queensland aveva meno di 18 anni. E il volontario dei vigili del fuoco arrestato in New South Wales con l'accusa di aver appiccato sette incendi ha 19 anni.

A spotter helicopter flies through thick bushfire smoke in Nana Glen, near Coffs Harbour, Tuesday, 12 November, 2019.
A spotter helicopter flies through thick bushfire smoke in Nana Glen, near Coffs Harbour, Tuesday, 12 November, 2019. Source: AAP

"Dobbiamo identificare, a livello di comunità, le persone "a rischio ", monitorarle e fornire loro forme di supporto ed educazione. Creare i programmi giusti per aiutare gli individui "a rischio"e assicurarsi che comprendano le conseguenze reali delle loro potenziali azioni", ha aggiunto.

Ma perché una persona decide di appiccare deliberatamente un incendio?

A parte i piromani, le ragioni sono spesso il vandalismo o la ricerca di una qualche forma di profitto. E a volte il motivo per accendere un incendio è quello di voler nascondere le tracce di un altro crimine.

"La logica è questa: se si commette un omicidio, si cerca di nascondere le prove dandovi fuoco, quindi anche se si viene catturati si rischia l'accusa di aver causato un incendio boschivo ma non quella di omicidio", dice Marco De Sisto.

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By Davide Schiappapietra



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