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Una ‘ribellione’ sta crescendo tra le donne della Chiesa

Secondo la fondatrice del mensile 'Donne Chiesa Mondo', che si è dimessa assieme alla sua redazione di sole donne per protestare contro la linea editoriale della comunicazione vaticana, sta emergendo una rete di donne per far sentire la propria voce all'interno della Chiesa cattolica.

Polish nuns talk as march along thousand
Source: AFP

"Io penso che complessivamente, nella Chiesa, la voce delle donne non venga né rispettata né ascoltata", sostiene Lucetta Scaraffia. "Ci son tantissimi movimenti, gruppi. Le donne sono arrivate chiaramente a un livello di tolleranza zero".

Lucetta Scaraffia è la fondatrice ed ex direttrice della rivista del Vaticano 'Donne Chiesa Mondo', e insieme alla sua redazione, formata da sole donne, si è dimessa, citando come ragione quello che lei definisce un "grave contrasto con la direzione della comunicazione vaticana" e un ambiente di lavoro difficile, in cui veniva delegittimata la linea editoriale del mensile su questioni delicate, tra cui le notizie sugli abusi sessuali nei confronti delle suore.

La rivista è un supplemento del quotidiano L'Osservatore Romano. Secondo l'ex direttrice, ci sarebbe stato prima un tentativo di "commissariare" la sua redazione, inviando il direttore de L'Osservatore Romano Andrea Monda alle riunioni di redazione.

"Quando abbiamo minacciato le dimissioni di massa, ci hanno lasciato vivere in una certa libertà, però hanno iniziato con un lavoro più sottile di delegittimazione facendo scrivere sul quotidiano – noi siamo un mensile legato al quotidiano – donne che avevano opinioni molto diverse dalle nostre anche sugli abusi sulle religiose, in modo da far sentire un controcanto che delegittimava il nostro mensile".

Al microfono di SBS Italian Lucetta Scaraffia aggiunge: “noi siamo state sostenute dalla segreteria di stato e da papa Francesco, ma in tutto il resto della chiesa la nostra presenza era tollerata a stento proprio per la autonomia che rappresentavamo”.

Secondo lei, le storie sugli abusi sessuali sulle suore sono stati solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma ci sono stati altri articoli su altri temi che hanno generato un clima di ostilità:

“Anche quello in cui abbiamo spiegato che tante suore, soprattutto del terzo mondo, venivano date come cameriere, come diciamo cuoche, donne che facevano le pulizie dai cardinali, e che vivevano in queste case di alti prelati dove non vengono neanche ammesse alla loro tavola. Vivono come serve proprio”.

Lucetta Scaraffia
Lucetta Scaraffia, editor in chief of "Donne, Chiesa, Mondo" (Women, Church, World), poses for portraits in her house in Rome, Wednesday, Feb. 28, 2018. Source: AP

Alla domanda se ci sia ancora la possibilità per lei di interagire e collaborare con l'editore vaticano e all'interno della Chiesa, Scaraffia ha risposto che gli ultimi sviluppi sono probabilmente un punto di non ritorno.

"Mah, mi sembra molto molto difficile quest'aspetto. Mi sembra molto molto difficile... Però non credo, non lo so".

"Io spero, naturalmente. Spero, spero".

Scaraffia assicura che continuerà comunque a lavorare assieme alla rete di donne che si è sviluppata all'interno della Chiesa.

"Penso che collaboreremo, lavoreremo con le religiose, con le donne all'interno della Chiesa, ormai siamo anche note, abbiamo costruito una rete importante di rapporti".

Si tratta di una rete che, secondo Lucetta Scaraffia, sta crescendo in un qualcosa di simile a un movimento, mossa da quella che chiama una "forte ribellione".

"Io vedo anche vecchie suore vissute sempre in monastero che dicono 'non ne possiamo più'".

"C'è un livello veramente forte di ribellione ormai e che quindi sicuramente, ecco, adesso sta arrivando, la battaglia già comincia con queste suore che denunciano gli abusi sessuali. Prima gli abusi c'erano stati per tanti anni ma non osavano denunciarli. Questo è un segnale molto chiaro".

Ma è possibile vedere dei parallelismi o delle similitudini tra questa rete di donne nella Chiesa e altri movimenti di donne che si sono sviluppati in nella società, anche in passato?

"Si, simili, naturalmente con delle differenze perché si tratta di Chiesa e perché noi all'origine abbiamo i VangelI che sono il libro più femminista della storia".

New pope elected
People hold the 'L'Osservatore Romano' newspaper special edition about the newly elected pope, Pope Francis in the Vatican, 14 March 2013. Source: picture alliance

SBS Italian ha contattato la direzione de L'Osservatore Romano per raccogliere un commento sulle dichiarazioni di Lucetta Scaraffia. In allegato a una risposta via email, L'Osservatore Romano ha fornito a SBS Italian una dichiarazione in lingua inglese del suo direttore, Andrea Monda, diffusa dalla sala stampa vaticana.

Quello che segue è un estratto della dichiarazione di Andrea Monda, che nega ogni scorrettezza o tentativo di influenzare la direzione editoriale di Donne Chiesa Mondo.

"In questi pochi mesi da quando sono stato nominato Direttore ho garantito alla Professoressa Scaraffia, e al gruppo di donne della redazione, la stessa totale autonomia e la stessa totale libertà che hanno caratterizzato l'inserto mensile da quando è nato, astenendomi dall'interferire in qualsiasi modo sulla fattura del supplemento mensile del giornale e limitandomi a offrire il mio doveroso contributo (nel suggerimento di temi e persone da eventualmente coinvolgere) alla libera valutazione della professoressa Scaraffia e della redazione del supplemento.

Il mio impegno non è stato in alcun modo quello di depotenziare il mensile Donne Chiesa Mondo,

al quale è stato semmai confermato integralmente il budget ed è stata garantita la traduzione e la

diffusione in altri Paesi nonostante la necessità generale di contenere i costi della Curia."

Holy See Press Office
Statement by the Editor-in-Chief of “L’Osservatore Romano”, Andrea Monda released by the Holy See Press Office. Source: Holy See Press Office

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Published

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By Davide Schiappapietra



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