Un'azione collettiva per conto di circa 10 mila lavoratori indigeni in Queensland che avevano lavorato per decenni senza essere pagati è stata risolta, con l'annuncio del governo del Queensland che rimborserà 190 milioni di dollari.
Hans Pearson fece causa al governo del Queensland nel tribunale federale per rivendicare gli stipendi che non ricevette mai tra il 1939 e il 1972, conosciuti in Australia come 'stolen wages'.
Il governo del Queensland ha annunciato il rimborso in linea di principio, ed ora il tribunale federale deve approvarlo.
"Ci sono voluti 12 anni," ha detto Pearson dopo che l'accordo è stato raggiunto.
"A nome delle migliaia di persone le cui vite saranno toccate da questo accordo, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno appoggiato la nostra richiesta," ha aggiunto Pearson.
Secondo Pearson, sua moglie Anna, non più in vita, "aveva iniziato tutto questo" portandolo a incontrare un avvocato a Cairns prima di fare causa nel settembre 2016.

Pearson ha sostenuto che il governo statale era venuto meno ai suoi doveri trattenendo gli stipendi dei lavoratori aborigeni, che allora venivano dati allo stato - invece che direttamente agli individui come stipulato nel 'Protection Act'.
Il governo aveva effettuato prelievi non autorizzati e detrazioni di fondi sociali, ha sostenuto Pearson.
Il ministro del Queensland per le associazioni aborigene e delle Torres Strait Islands, Jackie Trad, ha annunciato che collaborerà con tutte le parti in causa per far sì che l'accordo proceda velocemente.
"Questo accordo è stato raggiunto in uno spirito di riconciliazione e per far vedere che il governo riconosce l'impatto a lungo termine delle [vecchie] politiche di controllo degli aborigeni," ha dichiarato Trad.
