Nata 92 anni fa in Ohio, si fece conoscere per aver svelato da infiltrata le ingiustizie e il sessismo all'interno di Playboy. Ha lottato per i diritti delle donne fino a ricevere da Barack Obama la Medaglia Presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti.
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Gloria Steinem è scomparsa mercoledì: aveva 92 anni. Scrittrice, conferenziera, attivista e organizzatrice statunitense, la Steinem ha lottato per l’uguaglianza di genere e per i diritti civili e riproduttivi delle donne per oltre cinque decenni.
A renderlo noto la sua fondazione con un comunicato su Instagram.
Nata a Toledo, nell’Ohio, iniziò la sua carriera professionale come giornalista freelance a New York City e si fece notare per la prima volta nel 1963 dopo essersi infiltrata sotto copertura come coniglietta di Playboy per realizzare un reportage – per la rivista Show – sulle condizioni di lavoro al Playboy Club di Hugh Hefner.
Il suo rivoluzionario reportage in due parti, “A Bunny’s Tale”, descriveva in dettaglio la paga misera e il trattamento sessista che le conigliette di Playboy – originariamente cameriere – dovevano sopportare. L’articolo stesso titolo è stato adattato in un film per la TV del 1985 con Kirstie Alley.
In questo servizio abbiamo raccolto alcuni suoi interventi ma anche ricordi di chi l'ha conosciuta o di persone la cui vita è cambiata grazie alle lotte perseguite dalla Steinem.
Tra queste la newyorkese Meg Winslow, che ha descritto l'impatto dell'attivismo di Gloria sulla sua famiglia: "A 30 anni mia madre già sei figli, poi è tornata a studiare e si è laureata, conseguendo la laurea in Lettere (B.A.) a 40 anni, proprio quando anche mia sorella ha ottenuto la sua laurea in Lettere", ha detto.
E questo le ha aperto nuovi orizzonti, grazie alla lettura e al contatto con Gloria SteinemMeg Winslow
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