In evidenza:
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- Il programma prevede incontri dal 6 al 18 novembre
- Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha chiesto che si avvii un Patto di solidarietà climatica fra Stati ricchi e Stati emergenti
Alok Sharma — che ha presieduto l'ultimo vertice sul clima a Glasgow — ha pronunciato il discorso di apertura della COP27, in cui ha sottolineato quanto ci sia ancora da fare in quello che ha definito un decennio cruciale per prevenire il peggio, ovvero una catastrofe climatica.
Si stima che le temperature globali siano aumentate di 1,15 gradi Celsius, e gli scienziati affermano che gli otto anni appena trascorsi sono considerati tra i più caldi mai registrati.
Ma quali speranze di compiere passi avanti ci sono in questa COP27?
Il summit registra alcune assenze illustri: i leader di due dei più grandi Paesi inquinatori del mondo, India e Cina, non parteciperanno, mettendo in dubbio quanto si possa ottenere senza di loro.
Anche il primo ministro australiano Anthony Albanese non è presente, mentre rappresentano l'Australia il ministro dell'Energia Chris Bowen e l'assistente del ministro Jenny McAllister.
Al vertice è intervenuto il segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale, Petteri Taalas, che ha condiviso una cupa previsione relativa all'innalzamento del livello dei mari.
"Sfortunatamente, abbiamo già perso la scommessa sul fronte dello scioglimento dei ghiacciai, il che significa che l'innalzamento del livello del mare dovrebbe continuare per le prossimi centinaia di anni, o addirittura migliaia. E alcuni degli studi più recenti della NASA stanno dimostrando che c'è il rischio di diversi metri di innalzamento del livello del mare entro il 2300".
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