Australia: l'aumento dei salari minimi basta a combattere l'inflazione?

Savings, Planning and Retirement

Concept of Savings, Planning and Retirement. Yellow ladder on a jar with currency coins. Source: Moment RF / jayk7/Getty Images

Il professore di finanza Massimiliano Tani commenta il recente annuncio di un aumento del 3,75% a partire dal 1° luglio per il 20 per cento dei lavoratori.


Lunedì 3 giugno, la Fair Work Commission ha deliberato sull'aumento del salario minimo in Australia del 3,75 per cento a partire dal 1° luglio che comporterà un aumento di stipendio per il 20 per cento dei lavoratori.

Un lavoratore a tempo pieno con il salario minimo porterà a casa 33 dollari in più alla settimana.

Questo per cercare di alleviare la pressione del costo della vita, anche se i sindacati che fanno parte dell'Australian Council of Trade Unions hanno spinto per un aumento del cinque per cento.

“Un aumento certamente cambia qualcosa, se non altro rispetto all’ aumento del costo della vita che è più forte per chi ha un salario minimo, quindi un aiuto lo dà”, spiega il docente di finanza della UNSW di Canberra Massimiliano Tani ai microfoni di SBS Italian.

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervento di Tani

Eppure, come spiega Tani, negli ultimi tre anni l’inflazione “è stata tale per cui chi ha un salario minimo si è visto erodere il salario di ben oltre il cinque per cento”.

Inoltre, nello stesso periodo i profitti delle aziende sono cresciuti di più in relazione all’aumento dell’inflazione.

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