Nata e cresciuta a Torino, Giuditta Bonetti ha studiato biologia marina, ed è arrivata per la prima volta in Australia nel 2018 proprio per un dottorato, "sulle paludi umide del Victoria e sui virus e i batteri che ci vivono e la connessione con i gas serra, come mitigarli".
"L'Australia è sempre stata nei miei sogni, un po' per la passione che ho per per il mare, per gli animali, anche quelli meno meno simpatici come coccodrilli, squali, eccetera", spiega al microfono di SBS Italian.
La sua prima tappa australiana è stata Melbourne, racconta, e nonostante inizialmente avesse solo un visto studentesco presto ha cominciato a informarsi per rimanere.
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"Originariamente la mia idea era quella di richiedere il visto 189 [Skilled Independent visa ndr], perché comunque il dottorato ti dà molti punti e quindi quella sembrava la soluzione migliore. Però, come sappiamo tutti, nel 2020 c'è stato il Covid e quindi tante cose sono cambiate".
Presto Giuditta ha capito che l'unica soluzione avrebbe potuto essere il Global Talent visa, che è un visto molto competitivo, generalmente concesso solo a persone che si sono distinte a livello internazionale nel proprio campo. Ma durante la pandemia Giuditta e il suo compagno, un cittadino australiano di origine spagnola che aveva nel frattempo conosciuto, hanno deciso di tornare in Europa temporaneamente per avvicinarsi alle loro famiglie.
Mi ero già ovviamente informata per i vari visti disponibili perché la mia passione per l'Australia era sempre cresciuta, quindi definitivamente volevo rimanereGiuditta Bonetti
Lui, in quanto cittadino, ha dovuto ottenere un'esenzione per partire, ma per Giuditta la difficoltà è stata poi rientrare in Australia.
"La quantità di documenti richiesti era elevatissima", ricorda, "mi sono messa a racimolare tutti questi documenti per ottenere l'esenzione e ritornare, e una volta rientrati mi sono resa conto che praticamente tutti i documenti che avevo messo insieme erano l'equivalente dei documenti necessari per un partner visa".
Tornati a Melbourne, che nel frattempo stava vivendo lunghi periodi di lockdown a intermittenza, la coppia ha deciso di esplorare altre parti dell'Australia.
"Abbiamo comprato un van, e abbiamo detto: 'Iniziamo a fare un viaggio lungo la costa est dell'Australia'", racconta. Intanto Giuditta, che aveva finito il dottorato, ha cominciato a cercare lavoro.

"Non ci siamo potuti fermare tanto perché Sydney era in lockdown, Brisbane era in lockdown, addirittura Townsville era in lockdown... ci sentivamo praticamente come un po' come Io sono leggenda, sai il film" racconta ridendo e facendo riferimento al celebre film con Will Smith nel ruolo di un medico che è l'unico sopravvissuto in uno scenario post apocalittico.
"Siamo arrivati a Cairns e ci è sembrata una oasi felice, era giugno, quindi un tempo fantastico, scappando dal freddo di Melbourne, senza Covid, e abbiamo detto: 'Vabbè, rimaniamo qua per un po' e poi vediamo cosa succede', e il destino ha voluto che trovassi lavoro proprio a Cairns, quindi siamo rimasti".
Cairns è il posto più bello del mondo. Sì, è una cittadina, però devo dire che si è ingrandita tanto, soprattutto da dopo il Covid: adesso ha quasi 200.000 abitanti, quindi tanto piccola non è, hai tutto quello che ti serve.Giuditta Bonetti
Giuditta ha cominciato a lavorare per il governo statale del Queensland, e attualmente ricopre un ruolo legato ai suoi studi presso l'ufficio della Grande Barriera corallina, nel dipartimento di ambiente e scienza.
"Questo programma si chiama Queensland Reef Water Quality. Praticamente si concentra su tutta una serie di target di cui la maggior parte sono legati a situazioni come migliorare la qualità dell'acqua, riabilitare le zone costiere".
Tra gli obiettivo del progetto, Giuditta cita "migliorare pratiche agricole, quindi usare fertilizzanti in maniera più efficiente, la gestione del suolo per ridurre l'erosione, la creazione di fasce vegetali lungo i fiumi, e anche la riduzione dei dei gas serra".
Il nord Australia, o l'Australia più remota, è quella veraGiuditta Bonetti
Giuditta e il suo compagno hanno quindi deciso di mettere radici a Cairns, e a loro si sono poi uniti anche i genitori di Giuditta, che due anni fa hanno richiesto il visto 804 Aged Parent visa, ottenendo il bridging visa che permette loro di vivere qui. I tempi d'attesa per la residenza permanente attraverso questa tipologia di visto però sono pluridecennali, attualmente la stima del Dipartimento è di 33 anni.
"Non credo la vedranno mai la PR, però in realtà a loro nemmeno importa. Nel senso che sono contenti di essere qua con me e mamma odia il freddo!".

"Mia sorella è venuta per due anni con il working holiday visa però adesso è tornata in Italia perché a lei piace vivere là, e va bene così, anche se ci manca molto, ovviamente".
A chi stesse considerando dove stabilirsi in Australia, Giuditta consiglia di non escludere a priori le zone regionali come il Far North Queensland. "Le grandi città sono belle, rendono tante cose un po' più facili, soprattutto all'inizio quando magari l'inglese è un po' più un ostacolo, però se si viene in Australia perché si vuole vedere la vera Australia allora io dico Cairns, perché sono innamorata di questa regione".

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