Dopo settimane, se non mesi, di assedio, sembra che la città di Bakhmut nella regione di Donetsk sia caduta, e che il controllo passerà nei prossimi giorni nelle mani della Russia.
Anche se giungono notizie discordanti dai due fronti, su internet circolano foto di miliziani della Wagner che fanno sventolare le loro bandiere su quello che a tutti gli effetti è un campo di macerie e palazzi demoliti.
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Il presidente ucraino Zelenskyy, che si trovava a Hiroshima per il G7, avrebbe detto che le immagini della città giapponese nel 1945 dopo l'atomica statunitense gli hanno ricordato quelle della città di Bakhmut.
Nel frattempo, la Russia ha deciso di instaurare un "regime legale di zona di operazione antiterrorismo" nella regione di Belgorod, al confine con l'Ucraina e a meno di 300 km da Bakhmut, dopo un'incursione armata effettuata da quelli che Mosca definisce «sabotatori» ucraini.
Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, "lo scopo del sabotaggio ucraino nella regione di Belgorod è quello di distogliere l'attenzione dalla situazione nella direzione di Bakhmut".
Kiev nega ogni coinvolgimento, attribuendo la responsabilità a dissidenti russi.
Secondo il giornalista Giuseppe D'Amato "la conquista di Bakhmut è molto importante per la Russia, perché è un crocevia logisticamente strategico".
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