Il vertice BRICS ha avuto luogo a Nuova Delhi, con il Primo Ministro indiano Narendra Modi a ospitare l'incontro di due giorni, a cui hanno presenziato tra gli altri il presidente cinese Xi Jinping, quello russo Vladimir Putin e quello iraniano Masoud Pezeshkian.
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Si è concluso nella giornata di ieri il diciottesimo summit dei BRICS, il gruppo intergovernativo di Paesi emergenti ed in via di sviluppo, che fin dagli inizi includeva Brasile, Russia, India e Cina, estendosi poi al Sudafrica: qui si spiega l’acronimo, che non è stato più aggiornato, ora che i Paesi membri sono 11 e si sono aggiunti Egitto, Etiopia, Indonesia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Già il primo giorno il gruppo si è espresso in modo compatto per la fine delle violenze in Medio Oriente, ed in particolare ha messo in guardia contro attacchi deliberati alle infrastrutture civili e agli impianti nucleari.
Sostegno è stato anche espresso per la causa palestinese, esprimendo “ferma opposizione” allo sfollamento forzato dei palestinesi, chiedendo la fine della violenza israeliana a Gaza, il sostegno all'UNRWA e la piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite.
Il giornalista Carlo Pizzati, esperto del subcontinente indiano, analizza ai microfoni di SBS Italian i risultati del vertice, ma anche l'importanza crescente che BRICS sta assumendo, mentre l'Occidente sembra mettere in dubbio il ruolo del multilateralismo.
Secondo Pizzati è importante ricordare come BRICS sia una forza "rappresentativa della metà della popolazione e anche con un potere d'acquisto molto forte", ma in Occidente si tende ad enfatizzare le differenze che separano i suoi membri, forse augurandosi così che la sua importanza resti limitata.
Il ruolo dei BRICS sullo scacchiere internazionale ha preso una bella accelerata grazie a questo incontro.Carlo Pizzati, giornalista
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