IN SINTESI
- L'incoronazione di Carlo III rappresenta un evento storico
- Tra gli obiettivi del re lo snellimento della monarchia
- Al via l'accordo di libero scambio tra Australia e Gran Bretagna
Sabato 6 maggio il mondo ha assistito a un momento storico: l'incoronazione di Carlo III. L'evento ha avuto una risonanza mondiale e si è svolto alle presenza di capi di Stato, nobili e membri delle famiglie reali di tutto il mondo, ma anche gente comune.
Nicol Degli Innocenti, giornalista di base a Londra, ha spiegato ai nostri microfoni che si trattava di "850 cittadini comuni selezionati per aver fatto opere di beneficenza nelle loro comunità".
Questo è stato il primo segnale di Carlo III di voler essere il più inclusivo possibile.
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Da sempre Carlo si è proposto al mondo in modo meno neutro, rispetto a sua madre, la Regina Elisabetta II. Simboliche, tra le altre cose, la sua apertura verso le altre religioni e la sua attenzione verso la questione ambientale.
Carlo, tuttavia, si trova davanti a un compito non semplice: trasformare la monarchia per fare in modo che sopravviva.
Come ha sottolineato Nicol degli Innocenti "la monarchia non è più popolare come un tempo, e una delle prime cose che ha detto (Carlo) quando è diventato re è di voler ridurre la famiglia reale (ovvero coloro che avranno un ruolo attivo, ndr)".
Di questi giorni anche la notizia, annunciata dal primo ministro Anthony Albanese, che vede la partenza dell'accordo di libero scambio tra Australia e Gran Bretagna.
Albanese ha affermato che "l'accordo garantirà un maggiore accesso al mercato per i prodotti australiani e consentirà a più australiani di rimanere e lavorare nel Regno Unito per un periodo prolungato".
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