Di fronte al calo del numero dei ricoverati e dei malati in terapia intensiva, le autorità italiane hanno fatto trapelare un cauto ottimismo e hanno iniziato a parlare di fase-2 dell'emergenza. Ma cosa significa? Lo abbiamo chiesto al giornalista Carlo Fusi.
In Italia, dove scende il numero dei malati in terapia intensiva e dei ricoverati, il bollettino della protezione civile riporta che domenica sono stati registrati 2.972 nuovi casi di contagi e 525 nuovi morti. Un dato che porta la cifra complessiva delle vittime da covid-19 a 15,887, ma che è anche il più basso registrato dal 19 marzo ad oggi. Comunicando le ultime cifre, il capo della protezione civile Angelo Borrelli e il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro hanno affermato che il Paese deve "cominciare a prepararsi alla cosiddetta fase-2 dell'emergenza". Una fase che - secondo il direttore del Dubbio Carlo Fusi - comporta anche si "impari a convivere con il virus".

Per favorire il riavvio del Paese, il governo Conte sta valutando una serie di misure a favore dell'apparato industriale, come prestiti all'aziende fino a 800 mila euro. Sul fronte politico, in un clima di unità nazionale, maggioranza e opposizione sembrano convergere sulle misure economiche a sostegno dei cittadini italiani. Provvedimenti richiesti a gran voce da milioni di famiglie e che comporteranno un aggravio dei conti pubblici (e non scongiureranno il crollo del prodotto interno lordo, che secondo Unicredit nel 2020 rischia di perdere il 15%).
Dal momento che è tutta l’Europa a vivere questa condizione di emergenza, la Commissione ha sospeso il patto di stabilità ma - nonostante questo - al Consiglio europeo di martedì difficilmente si arriverà al varo dei cosiddetti coronabond ed è ancora più improbabile il ricorso al MES, il meccanismo di controllo dei conti di uno Stato che chiedesse sostanziali aiuti economici.
Gli australiani devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri e gli incontri devono essere limitati a due persone, a meno che non ci si trovi con un membro del proprio nucleo familiare o abitativo.
Se ritenete di aver contratto il virus, invece di recarvi dal medico di persona, chiamatelo telefonicamente, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.
Se fate fatica a respirare o vi trovate in un'emergenza, chiamate il numero 000.
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