La loro storia ha radici profonde nel Paese. I primi movimenti migratori risalgono all'inizio del XIX secolo, spiega il professor Marcelo Huernos, che insegna storia all'Università Nazionale di Buenos Aires (UBA) e all'Università Nazionale di Tres de Febrero (UNTREF).
Un flusso migratorio con una maggiore concentrazione a partire dal 1850, che fino al 1880 è crescente, quando raggiunge il picco.
Gli italiani, insieme a tanti altri migranti europei, sono arrivati a popolare un "enorme Paese che era completamente vuoto" spiega Huernos, e che dopo anni di guerre civili aveva bisogno di essere ricostruito.
Una storia ricca mostra come questi migranti si siano integrati, adattati, mischiati con la popolazione locale per essere accettati, e quindi come l'identità italiana abbia anche vissuto un vero e proprio processo di "argentinizzazione", spiega lo storico.

Come è cambiata quindi l'identità italiana in Argentina nel tempo?
"È molto cambiata in base al momento storico" spiega Huernos, ma dopo la seconda guerra mondiale, quando sono arrivati quasi un milione di migranti da tutta Europa, "è successa una cosa strana".
Citando Daniel Barenboim, pianista e direttore d'orchestra argentino, Huernos spiega che "l'Argentina è l'unico paese dove tu puoi essere italiano, argentino, ebreo o quello che sia, e nessuno ti dice niente. Puoi essere quello che vuoi senza nessun conflitto, e forse questo è il segreto dell'identità argentina. Oggi molti si sentono un po' italiani anche se non hanno avuto un legame diretto con il Paese".
Se siete interessati alla storia degli italiani in Argentina, oltre all'intervista di SBS Italian potete ascoltare anche la conferenza online del professor Marcelo Huernos ospitata dal Co.As.It di Melbourne, all'interno della "Italian Australian culture series online", qui.
Il Professor Marcelo Huernos dirige il Museo dell'Immigrazione di Buenos Aires dal 2013.
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