L'attore e regista Edoardo Leo è in Australia per il ST. ALi Italian Film Festival 2026. Ci ha parlato dei temi del tempo, della memoria e delle relazioni, raccontando anche il percorso che lo ha portato al successo dopo anni di gavetta e rifiuti.
Arrivato in Australia per il ST. ALi Italian Film Festival 2026, Edoardo Leo porta sul grande schermo due film molto diversi tra loro ma accomunati da temi che attraversano gran parte del suo lavoro: il tempo, le relazioni umane e ciò che lasciamo agli altri.
L'attore, regista e sceneggiatore romano è ospite della manifestazione con Per te (For You) e Due cuori e due capanne (Separate Beds), due opere che raccontano legami familiari e affettivi da prospettive differenti.
Ascolta l'intervista a Edoardo Leo cliccando sul tasto "play" in alto a sinistra
Durante la sua visita a Sydney, Leo ha raccontato ai microfoni di SBS Italian la curiosità con cui affronta ogni incontro con il pubblico internazionale.
Per chi fa commedia è sempre una sorpresa capire come i film vengono accolti all'estero. Per questo vengo sempre con grande curiositàEdoardo Leo

Tra i due film in programma, Per te affronta un tema particolarmente delicato: l'Alzheimer precoce.
Il film è ispirato alla storia vera di un bambino che, a soli dieci anni, si è trovato ad assistere il padre colpito dalla malattia.
"Era la storia di un bambino che diventava il padre mentre suo padre diventava suo figlio. Dentro il film c'è una riflessione importante sull'eredità che lasciamo e sulla qualità dei ricordi che consegniamo a chi viene dopo di noi", ha raccontato.
Se Per te riflette sulla memoria e sul tempo, Due cuori e due capanne si concentra invece sulla coppia e sulle difficoltà del dialogo.
Il film racconta l'incontro tra due persone profondamente diverse che, nonostante opinioni opposte su molti aspetti della vita, cercano un terreno comune.
"Mi sono reso conto che da tanto tempo non sentivo qualcuno dire: 'Ho cambiato idea'. Oggi gli algoritmi ci spingono a restare chiusi nelle nostre convinzioni e ad ascoltare meno gli altri", ha continuato.

Leo ha parlato anche del proprio percorso professionale, segnato da una lunga gavetta prima del successo raggiunto dopo i quarant'anni.
Per lui il vero successo non coincide con la popolarità, ma con la libertà di scegliere.
Per me il successo è poter decidere quali film fare e quali storie raccontareEdoardo Leo
Prima di arrivare a quel punto, però, ci sono stati molti rifiuti, comprese bocciature alle scuole di recitazione.
"Oggi penso che abbiano fatto bene a bocciarmi. Non ero pronto. Dare sempre la colpa agli altri è un alibi", ha confessato.
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