Fino a quando volare da e per l’Australia costerà così tanto?

QANTAS 100TH ANNIVERSARY

Una suggestiva immagine di una aereo che sorvola l'Harbour bridge e la baia di Sydney Credit: DESTINATION NSW/PR IMAGE

Dalla domanda di voli alla scarsa concorrenza, dall'aumento del prezzo dei carburanti ai paletti imposti alle compagnie sulle emissioni, ecco perché volare Down Under costa ancora tanto. E l'esperto avverte: "Ci eravamo abituati ad andare in Europa con 1000 dollari, ma quei tempi sono finiti".


Dalla domanda di voli ancora elevata alla scarsa concorrenza, dall'aumento del costo dei carburanti ai paletti imposti alle compagnie aeree per ridurre le emissioni nocive, sono tanti i motivi per i quali volare Down Under costa ancora tanto.

L'opposizione ha denunciato l'opera di lobby della Qantas, che avrebbe spinto il governo federale a dire NO ad un aumento dei voli settimanali della Qatar Airways, contribuendo così a mantenere alti i prezzi dei voli, che sono ancora il 50% più cari rispetto all’epoca pre-pandemia.

Clicca il tasto 'play' in alto per ascoltare l'intervista a Vanni Gibertini

Australia Airlines Middle East
Due aerei della Qantas all'aeroporto di Sydney Source: AP / Rick Rycroft/AP

"La domanda di voli è molto più alta che in passato ed è ancora molto alta, dopo gli anni in cui non si è potuto viaggiare", spiega a SBS Italian Vanni Gibertini, editor del sito airlinegeeks.com.

"Inoltre, i ritardi legati alla supply chain mettono molte compagnie in difficoltà a causa della carenza di aerei disponibili. I prezzi dipendono molto dal rapporto tra domanda e offerta, quindi non si vede come possano scendere nel futuro prossimo".

C’è un’alta richiesta di voli e una scarsa disponibilità di aerei: i prezzi seguono la legge della domanda e dell’offerta
Vanni Gibertini, editor di airlinegeeks.com

"Quel che sappiamo, è che nel breve periodo le compagnie pagano l'aumento del prezzo dei carburanti, mentre nel lungo periodo sono impegnate nella trasformazione del trasporto aereo in un'industria carbon-neutral entro il 2050", spiega Gibertini.

"La soluzione nel breve periodo ruota attorno dall'uso dei cosiddetti SAF, ovvero di combustibili sostenibili di origine vegetale o ricavati da materiali di scarto. Ma al momento solo lo 0.1% dei voli totali vengono effettuati con questi carburanti ecologici. E in ogni caso la transizione sarà costosa".

All'orizzonte ci sono poi per le compagnie aeree le nuove norme relative alle riduzione obbligatorie delle emissioni - le cosiddette mandatory emission reductions - un programma delle Nazioni Unite che prevede la riduzione del 55% dei gas nocivi entro il 2035.

Il timore, per gli utenti è che questa ulteriore serie di vincoli possa obbligare le aziende a rifarsi sugli utenti. In altre parole che l'aumento dei costi per le compagnie aeree si traduca in una minore disponibilità di voli e in un ulteriore aumento dei prezzi.

Al momento 125 Paesi sono pronti a seguire il programma dell'ONU sulla riduzione dei gas nocivi
Vanni Gibertini, editor di airlinegeeks.com

Se così fosse, le compagnie potrebbero dover rinunciare ad offrire viaggi verso destinazioni lontane (e costose) come l'Australia, oppure potrebbero decidere di far ricadere questi nuovi costi sui passeggeri.

"Queste misure saranno efficaci solo se saranno coordinate a livello globale - spiega Gibertini - . Quindi si sta cercando di trovare un sistema per far sì che le legislazioni siano efficaci ma allo stesso tempo non punitive. Al momento hanno aderito 125 Paesi".

Portugal Moon
A Delta Air Lines Boeing 767 approaches for landing in Lisbon at sunrise, as the moon sets in the background, Friday, Sept. 1, 2023. (AP Photo/Armando Franca) Source: AP / Armando Franca/AP

"L'industria del trasporto aereo ha capito che si tratta di un problema esistenziale, dal quale dipende la sua stessa esistenza".

"Servirà il sostegno – anche dei governi - per arrivare a produrre nuovi carburanti e per arrivare ad una nuova realtà che possa conciliare la sostenibilità con le necessità del trasporto aereo al quale siamo abituati”.

Molti si erano abituati a tornare in Europa con 1000 dollari, ma quei tempi sono finiti
Vanni Gibertini

Esiste il rischio che il trasporto aereo torni indietro di 60 anni, quando volare Down Under era un lusso per pochi?

"Non credo che l'Australia rischi di tornare ad essere un continente isolato come negli Anni 60 e 70. Però se la gente si era abituata a tornare in Europa con 1000 dollari, quei tempi sono finiti", conclude Vanni Gibertini.

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