Secondo le Nazioni Unite, oltre 260.000 persone sarebbero state costrette a lasciare le loro abitazioni nella Striscia di Gaza, un numero destinato a crescere.
Il ministro della difesa israeliano ha parlato apertamente di un attacco via terra nel prossimo futuro ed un portavoce dell’esercito ha auspicato che il sostegno per Israele a livello internazionale rimanga, nonostante nelle sue parole nei prossimi giorni “quello che si vedrà accadere nella striscia di Gaza sarà più difficile da comprendere ed accettare”.
Mentre alcuni razzi da Gaza hanno raggiunto il centro di Ashkelon in Israele causando danni all’ospedale locale, la situazione nella Striscia si sta rapidamente deteriorando: Gaza è al buio, l’unica centrale elettrica è rimasta senza carburante, gli ospedali possono per ora gestire solo condizioni potenzialmente fatali e mancano acqua e cibo.
SBS Italian ha raggiunto il corrispondente in Israele Michele Giorgio per un resoconto sugli ultimi sviluppi e un'analisi di questa recente escalation del conflitto israelo-palestinese.
Nelle ore che ho trascorso ad Ashkelon ci sono stati cinque allarmi per l'arrivo di razzi. Ho dovuto raggiungere un rifugio: c'era una ragazza particolarmente scossa mentre la persona più controllata aspettava la fine dell'allarme.Michele Giorgio, corrispondente da Israele
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.
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