È il risultato emerso dall'ultimo sondaggio dell'Australian Human Rights Commission.
La Commissione si appresta ad accogliere le richieste per un'inchiesta nazionale, che sarà condotta nei prossimi 12 mesi, volta a far emergere maggiori evidenze sulla questione.
Le molestie sessuali sul luogo di lavoro in Australia sarebbero in aumento. Questo l'allarme lanciato dalla Commissioner australiana sulle discriminazioni sessuali, Kate Jenkins.
Le indagini condotte dalla Human Rights Commission mostrano infatti un aumento degli episodi di molestia sessuale, tanto che la Commissioner sta lavorando per l'apertura di una inchiesta a livello nazionale.
Le molestie sessuali sul luogo di lavoro sono un crimine da ormai 30 anni in Australia eppure, sostiene la Commissioner Jenkins, l'incidenza del problema è in aumento.
Ma quali sono le cause di questo aumento? Le leggi in vigore sono sufficienti? La Commissioner sta lavorando per raccogliere materiale che aiuti a rispondere a queste domande, ma anche a migliorare l'efficacia delle agenzie statali e territoriali che si occupano di assistenza contro la discriminazione.
La Commissioner è ben determinata a fare in modo che le raccomandazioni che usciranno da questa indagine non siano vane e che la situazione sia sotto controllo oggi e nel futuro: "Sappiamo che i dati, che verranno pubblicati ad agosto, indicano che le molestie sessuali sono aumentate. Quindi faremo un'altra indagine per i prossimi tre anni e le confronteremo con i dati di oggi".
Jemma Ewin di Melbourne ha subito violenze da un collega nel 2009 ma sta ancora lottando per ricostruire la sua vita e la sua carriera professionale nel settore finanziario. Ecco come ha accolto la notizia della commissione di inchiesta: "Apprezzo che abbiano aperto un'inchiesta, soprattutto alla luce del recente movimento #MeToo ed anche del "momento" in cui ci troviamo, in cui le persone stanno effettivamente discutendo di questi argomenti difficili, dolorosi, brutti e sconvolgenti per le persone ed anche per gli ambienti di lavoro".
Per Jamma, denunciare una violenza sessuale è un atto catartico, ma ha anche un costo personale molto alto: "Se non accade nulla sul posto di lavoro, perché questo non ti protegge, o se l'autore della violenza è un superiore ed è più rispettato in confronto alla persona che segnala, la situazione potrebbe effettivamente ritorcersi contro, danneggiare la propria carriera, come la propria reputazione, senza considerare il danno personale, proprio perché in presenza di una così grave violazione della condotta sul posto di lavoro non c'è un comportamento che la affronti in modo appropriato".
Secondo la Commissioner Jenkins le vittime di violenza sessuale sul luogo di lavoro, soprattutto tra le più giovani, sono particolarmente riluttanti a denunciare proprio per il costo aggiuntivo che la cosa potrebbe avere sulla loro carriera professionale.
"Le leggi proibiscono decisamente le molestie sessuali - prosegue Jenkins - ma poi richiedono alle vittime, che sono spesso in posizioni junior, di presentare un reclamo per far rispettare le leggi. Col passare del tempo, però, abbiamo imparato che è molto difficile farle rispettare, perché i giovani non vogliono lamentarsi, rischiando di perdere il lavoro, ma così si permette anche che le molestie sessuali continuino".
La Dottoressa Heather Nancarrow di ANROWS (Australia's National Research Organisation for Women's Safety) ha raccontato ai microfoni di SBS, che le vittime devono anche superare barriere meno ovvie, come ad esempio quelle linguistiche o di Visto: "A volte il modo in cui si verificano le molestie sessuali può essere piuttosto sottile, tanto che possa essere difficile anche da raccontare. Anche la lingua e il visto sono potenzialmente un problema. Potrebbe essere molto difficile per coloro la cui residenza e possibilità di vivere qui dipendono proprio dal posto di lavoro, perché potrebbe essere compromesso definitivamente a causa di una denuncia per molestie sessuali, magari proprio da parte di un datore di lavoro, che approfitta del potere che ha sulla vita di una persona".
Ci sono, poi, anche barriere culturali che devono essere superate per riuscire a denunciare le violence in alcune circostanze, continua infatti la Dottoressa Nancarrow: "Questo è verosimile per alcune donne di alcuni gruppi culturali, in cui ci sono problemi relativi al concetto di "onore" percepito della famiglia, in cui una persona che è stata abusata o molestata, e in qualche modo sono portati a tenerla nascosta. E ancora, a vari livelli, è anche vero per tutte le donne in Australia, infatti, si tende spesso a incolpare le vittime piuttosto che i carnefici".
Gavin Altus è il fondatore di Sentrient. L'azienda fornisce corsi online per aziende che vogliano garantire ai propri impiegati il rispetto delle norme di sicurezza, difenderli da bullismo e violenze.
Gavin Altus ha suggerito che si riparta proprio dall'educazione e dalla consapevolezza degli impiegati di quali siano i comportamenti ammessi o no, soprattutto per quanto riguarda le molestie sessuali, afferma infatti: "Quando all'improvviso c'è maggiore attenzione dei media, in particolare intorno alle molestie sessuali, proprio a seguito di un'inchiesta, immagino in un modo non troppo dissimile da ciò che abbiamo visto 20 anni fa con Occupational Health and Safety, le aziende si preoccupano di educare le persone riguardo le molestie sessuali. Ma cosa succede se le molestie sessuali fanno parte del nostro posto di lavoro? Che cosa dobbiamo mettere in atto? Penso, quindi, che cominci ad esserci maggiore consapevolezza e interesse alla ricerca di una soluzione per affrontare le molestie sessuali nel modo corretto, piuttosto che su argomenti più ampi di bullismo, EEO (Equal Employment Opportunity), inclusione o appartenenza".
Secondo l'Australia Financial Time si tratta della prima commissione d'inchiesta sulle violenze sessuali su luogo di lavoro al mondo. I lavori dureranno 12 mesi, durante i quali verranno organizzati consultazioni pubbliche in grandi e piccoli centri australiani. Il finanziamento per portare avanti questa inchiesta ammonta a 1.5 milioni di dollari che sono stati messi a disposizione dal Governo Federale.





