L'album Djarimirri è stato pubblicato a meno di un anno dalla morte del cantante aborigeno Geoffrey Gurrumul Yunupingu.
Anche dopo la morte, il musicista indigeno australiano Geoffrey Gurrumul Yunupingu, noto semplicemente come Gurrumul, continua a stabilire nuovi record: il suo ultimo album è diventato il primo inciso interamente in una lingua indigena ad arrivare in testa alle classifiche nazionali.
Pubblicato il 13 aprile, Djarimirri (Child of the Rainbow) si è piazzato al numero uno della classifica ARIA.
L'album, realizzato in oltre quattro anni, è stato portato a termine poche settimane prima della morte del cantante, avvenuta nel luglio dell'anno scorso a causa di una malattia che ne aveva colpito reni e fegato.
Djarimirri combina canzoni e canti della cultura tradizionale Yolngu con arrangiamenti orchestrali, realizzati con membri della Australian Chamber Orchestra e della Sydney Symphony Orchestra tra gli altri.
L'antropologo Alberto Furlan ci ha aiutato a ricordare il musicista, dalla nascita a Elcho Island alla sua fama internazionale, fino alla morte, avvenuta a soli 46 anni.
Nonostante fosse nato non vedente, Gurrumul si avvicinò molto presto alla musica rivelandosi "un talento naturale", come ricorda ai nostri microfoni Alberto. Dopo gli esordi con la Saltwater Band e la celebre band Yhothu Yindi, Gurrumul avviò nel 2008 la sua carriera da solista, che lo portò a calcare i palcoscenici di tutto il mondo.
In questi giorni è uscito nelle sale australiane il documentario a lui dedicato dal regista Paul Williams, "un film che tratta la questione in modo indigeno", secondo Alberto, nel senso che "non spiega quello che succede ma mostra quello che succede".





