Il regista Gabriele Fabbro ci parla del suo film, girato nelle Langhe e scritto insieme alla co-protagonista, Ydalie Turk.
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Ambientato nelle Langhe, zona collinare del Piemonte celebre per i tartufi, "Trifole: le radici dimenticate" racconta di un anziano cercatore di tartufi, Igor, e della nipote Dalia, ma un co-protagonista importante è lo stesso paesaggio langarolo.
"L'idea è nata molto dall'ascolto del territorio", spiega Gabriele Fabbro, regista e co-sceneggiatore di Trifole (Truffles in inglese) al microfono di SBS Italian.
Il soggetto lo ha sviluppato con Ydalie Turk, sua ex compagna di corso alla New York Film Academy di LA, che nel film interpreta anche il ruolo di Dalia, giovane londinese che va a trovare il nonno nelle Langhe (Umberto Orsini).
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Dopo essere stato mostrato in poche occasioni l'anno scorso all'Espresso Cinema in Australia, "Trifole" ora arriva nelle sale con una distribuzione più ampia, cosa che fa ovviamente piacere al giovane regista: "È bello perché è una storia molto piccola, non so come dire; non è un blockbuster o una storia epica, ecco, è proprio una storia di famiglia, alla fine, di tradizioni e di ricordi".

"Trifole" è attualmente nelle sale australiane e neozelandesi.
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