Se pensate di non avere mai sentito Alfio Antico suonare probabilmente vi sbagliate: in Don Raffaè, celeberrima canzone di Fabrizio De Andrè, c'è anche il suo tamburo.
"È stato Fabrizio che mi ha invitato per il suo disco Nuvole", ricorda ai nostri microfoni Antico, "lui disse: io voglio il tuo pollice. E qui mi emozionò perché aveva visto la delicatezza e il controllo del mio pollice nel suonare il tamburo".

Lo spettacolo di Alfio Antico, con la regia di Vincenzo Cascone, "è una performance incentrata sulle trame intime dei suoni del lavoro artigianale", spiega la presentazione dell'evento, che definisce Antico come "mastro Geppetto della world music".
"Lo spettacolo unisce cucina e musica: Alfio sta suonando uno strumento che è fatto da un 'crio', il setaccio che si usava per pulire il frumento, e da questo si faceva il pane", spiega Vincenzo Cascone.

Nato a Lentini, in Sicilia, Antico ha fatto il pastore fino a 19 anni. Eugenio Bennato lo ha "scoperto" dando il via ad una straordinaria serie di collaborazioni musicali.
La musica è in un certo senso un dono di famiglia e di una "civiltà che non c'è più", spiega Antico.
"Mia mamma mi ha trasmesso il tamburo, che suonava lei. Mi diceva: quando sei solo e hai paura batti il tamburo, e la paura passa", ricorda Antico.
Il tamburo è femminileAlfio Antico
AJU FAMI (ho fame) è in calendario il 19 novembre all’Abbotsford Convent di Melbourne dalle 11am. L'ingresso è gratuito.
Ascolta l'intervista per ascoltare le note e le parole di Alfio Antico e Vincenzo Cascone.
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