Dal 1 gennaio di quest'anno, il governo del Victoria ha proibito la fornitura di gas ai nuovi immobili che verranno costruiti, incluse le cosiddette commission houses, le case di edilizia popolare.
Il divieto è già in vigore a Canberra, mentre gli altri Stati ancora nicchiano.
Il Victoria è lo Stato con il più alto consumo pro capite di gas, conta più di due milioni di utenti ed è responsabile del 17 per cento delle emissioni, rispetto al 7%del NSW.
La metà del gas usato in Victoria viene erogato nelle unità abitative.
Anche l’Italia, indirettamente, gioca un ruolo rilevante in questo settore tramite l'ENI; il gigante dell’energia ha infatti rilevato nel 2017 il giacimento gasiero Evans Shoal, al largo delle coste di Darwin.
Il sito, a 300 km a nord ovest della capitale del NT, nel Mare di Timor, venne scoperto 35 anni fa, e da allora è spesso passato tra le mani dei vari colossi dell’energia, tra cui BHP Petroleum, Woodside, Shell e Santos.
A maggio del 2023, l' Institute of Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) ha pubblicato un rapporto nel quale si evidenza la scarsa sostenibilità del sito Evans Shoal.
ENI, che ci ha risposto per iscritto, sostiene che il documento dell'IEEFA ignora i risultati raggiunti dall’utilizzo della tecnologia utilizzata ad Evans Shoal, quella del Carbon capture and storage (CCS).
Abbiamo chiesto pro e contro della transizione completa da combustibili fossili a energia elettrica anche a Alison Reeve, Climate Change and Energy Deputy Program Director del Grattan Institute, e all'architetto Sebastiano Ghezzi.
Secondo Ghezzi, ci sono ancora degli aspetti da migliorare, tra cui "la grande polarizzazione dell'opinione pubblica", a suo dire pericolosa per una valutazione oggettiva.
Molti clienti mi chiedono soluzioni alternative al gas, ma che sono peggiori in quanto a sostenibilità. Dobbiamo ancora lavorare molto per un'informazione completa.Sebastiano Ghezzi, architetto
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