Sabato 7 ottobre si è svolta in Israele una delle giornate più sanguinose di sempre nel conflitto israelo-palestinese.
I militanti di Hamas hanno sfondato in molteplici punti le barriere che isolano la striscia di Gaza dallo stato di Israele, in un modo che ha sorpreso l’intelligence israeliana ed il mondo intero.
Ascolta l'analisi del nostro corrispondente dal Medio Oriente Michele Giorgio
Penetrando per decine di chilometri, Hamas ha ucciso oltre 600 israeliani e oltre 400 abitanti di Gaza sono morti in conseguenza della risposta militare israeliana nella striscia.
Non un’operazione militare ma una guerra vera e propria: così l’ha definita il primo ministro israeliano Benjamin Nethanyau, una guerra che si prevede possa protrarsi per diverso tempo.
Le forze armate israeliane sono considerate tra quelle più addestrate al mondo, tecnologicamente molto avanzate, ma non si aspettavano un attacco di questa natura e queste dimensioni all'interno del territorio israeliano.Michele Giorgio, giornalista
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.
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