Negli ultimi anni, la prima prova stagionale dello Slam ha vissuto una trasformazione da evento sportivo a fenomeno di costume, da torneo di tennis a festa di fine dell'estate che attira non solo gli appassionati della racchetta, ma anche moltissimi australiani e turisti.
Al punto che - a parte la parentesi della pandemia - da dieci anni a questa parte Melbourne Park ogni anno appare rinnovato, più bello e innovativo, le attività collaterali si moltiplicano e i numeri fanno registrare sempre nuovi record di presenze.
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Oltre all'aspetto ludico e a quello glamour della manifestazione c'è poi quello tecnico. Dopo due decenni dominati da Novak Djokovic, Roger Federer e Rafa Nadal - che insieme hanno vinto 20 titoli - l'anno scorso abbiamo assistito in campo maschile allo storico cambio della guardia, con il trionfo di Jannik Sinner.
Il successo del campione altoatesino ha contribuito ad aumentare la febbre del tennis che negli ultimi anni si era gradualmente insinuata tra la comunità italiana d'Australia.
Per questo oggi abbiamo chiesto ai nostri connazionali Down Under se siano stati contagiati dalla febbre della racchetta e che rapporto abbiano con l'Happy Slam e con i suoi protagonisti.
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