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"La frontiera alpina del Nord Ovest”, sulla rotta della migrazione contemporanea

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Migranti al Rifugio Fraternità Massi di Oulx. Credit: ©OnBorders

Il corridoio Oulx–Clavière–Briançon è diventato uno dei corridoi principali delle migrazioni, una rotta rischiosa soprattutto durante l’inverno. Un nuovo rapporto analizza il fenomeno.


Published

By Jolanda Pupillo

Presented by Andrea Pagani

Source: SBS


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Il corridoio Oulx–Clavière–Briançon è diventato uno dei corridoi principali delle migrazioni, una rotta rischiosa soprattutto durante l’inverno. Un nuovo rapporto analizza il fenomeno.


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Nei primi sei mesi del 2026, circa 6.000 persone migranti sono transitate dal rifugio Fraternità Massi di Oulx, in Piemonte, nel tentativo di raggiungere la Francia attraversando la frontiera alpina.

I dati sono raccolti nel nuovo rapporto dell'associazione Home Borders, elaborato a partire dalle informazioni registrate dai volontari impegnati sul territorio.

Secondo il rapporto, la nazionalità più rappresentata è quella sudanese, con quasi 2.900 persone registrate, seguita da cittadini di Etiopia, Marocco, Eritrea, Algeria, Tunisia, Egitto, Afghanistan, Costa d'Avorio e Nigeria.

La maggior parte dei migranti è composta da uomini soli, ma cresce anche il numero dei minori stranieri non accompagnati, che raggiungono quota 812 nel primo semestre dell'anno, insieme a un aumento delle donne sole e delle famiglie con bambini piccoli.

"Il rifugio Massi dal settembre 2018 è una struttura che accoglie tutti i giorni dell'anno le persone che arrivano con una gestione che è affidata alla fondazione Talità Kum", spiega Susanna Torasso, volontaria.

"Questa [fondazione] riceveva un contributo da parte degli enti pubblici, nella fattispecie dalla prefettura, perché era riconosciuto la struttura di Ulzio come un presidio importante dal punto di vista della sicurezza in montagna. Ci sono stati i morti, ci sono dei dispersi, e in quel periodo fu individuato il lavoro del rifugio come un presidio importante, perché in montagna nessuno può essere lasciato da solo".

Ascolta l'intervista alla presidente di Home Borders Rita Moschella e a Rita Moschella, presidente di Home Borders e Susanna Torasso, volontaria del rifugio Fraternità Massi, cliccando il tasto "play" in alto a sinistra

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