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La saga del Piccione Joe termina con il lieto fine

A racing pigeon sits on a rooftop Tuesday, Jan. 12, 2021, in Melbourne, Australia.

A racing pigeon sits on a rooftop Tuesday, Jan. 12, 2021, in Melbourne, Australia. Source: Kevin Celli-Bird

Colpi di scena, risvolti politici e pressioni internazionali: è la storia del Piccione Joe, che ha rischiato l'eutanasia per essere entrato illegalmente in Australia.


Il protagonista della vicenda surreale è stato ribattezzato "Piccione Joe": si tratta di un piccione che è stato trovato in condizioni molto provate a Melbourne da una persona che si chiama Kevin Celli-Bird, un caso di nomen omen.

La targhetta sulla sua zampa suggeriva che il piccione fosse arrivato dagli Stati Uniti e che fosse un piccione da corsa rilasciato nell'Oregon che non aveva mai fatto ritorno a casa.


In evidenza:

  • Il piccione Joe è stato trovato a Melbourne affaticato e con una targhetta che lo identificava come proveniente dall'Oregon
  • Il Ministero dell'Agricoltura australiano ha dichiarato che Joe avrebbe dovuto venire soppresso per via delle leggi restrittive sull'importazione degli animali
  • Pigeon Rescue Melbourne ha dichiarato che targhette simili a quella dell'Oregon vengono usate anche in Australia: Joe è un piccione locale e non è necessario sopprimerlo

La storia del viaggio di 13mila km dagli Stati Uniti ha fatto il giro del mondo, provocando però l'attenzione del Ministero dell'Agricoltura australiano, che alla fine della scorsa settimana ha informato Bird — l'essere umano — che il piccione avrebbe dovuto essere "terminato" perché entrato illegalmente.

Interviene anche il ministro facente funzione di primo ministro Michael McCormak, che ha avvisato minaccioso: "O il piccione se ne vola a casa, o ne pagherà le conseguenze".

Come succede in tempi di internet, scattano subito le petizioni per salvare la vita del piccione Joe, fino al secondo colpo di scena.

Pigeon Rescue Melbourne interviene nella disputa, sostenendo che esistono targhette simili sulle zampe di piccioni locali e che gli appassionati comprano queste targhette online, simili a quelle americane.

In più, Joe non è un piccione da competizione, ma un 'Turkish tumbler', che non vola grandi distanze.

Sabato il lieto fine: il Ministero dell'Agricoltura ha messaggiato Bird (l'umano) informandolo che non c'è bisogno di "terminare" bird il piccione.

Ma il mondo dei piccioni — abbiamo scoperto — è un mondo turbolento e pieno di insidie.

A spiegarle per SBS Italian, Lorenzo Crosta, associate professor alla Sydney University, specializzato in medicina zoologica.

Ascolta il suo intervento.

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