“Lamù o Sampei?” è un viaggio collettivo alla ricerca dei ricordi di tutti quelli nati negli anni a cavallo tra la Gen X e i Millennials, anche definiti Xennials.
In altre parole, questa canzone parla a tutti quelli nati prima degli algoritmi e dei social, che arrivati a 40 anni capiscono di averne passate tante e cercano inevitabilmente di fare un bilancio.
E nel calderone c'è di tutto, dal rigore di Baresi nella finale mondiale 1994 a "Non è la Rai", passando attraverso musica e film, illusioni, delusioni e speranze.

“Mi piaceva l’idea di raccontare qualcosa che non fosse solo mio, a differenza di quanto ho fatto negli ultimi due album", ha esordito il cantautore torinese, "ma che appartenesse un po’ a tutti, o almeno a quelli della mia generazione".
Pace ha ammesso di aver tribolato nella fase tra l'intenzione e la realizzazione: "Non sapevo bene come fare, ma poi ho pensato che la parola che potrebbe descriverci meglio sia sopravvissuti, nel senso che siamo passati attraverso un cambiamento davvero epocale e lo abbiamo fatto abbastanza bene, lasciandoci dietro qualche strascico magari, ma ci siamo difesi bene”, ha concluso
Nel pezzo parlo di immagini che fanno parte del nostro passato, ma con un richiamo al presenteGianpaolo Pace

Una volta risolto l'aspetto semantico, c'era da trovare l'atmosfera musicale, e anche in questo caso Pace ha descritto il suo percorso decisionale: "Per questo volevo avere un testo e un’armonia che ricordassero il passato, ma messe su un letto musicalmente fresco e attuale. Credo che Roby Grafio, il mio produttore, abbia fatto un lavoro perfetto in questa canzone, forse addirittura migliore rispetto ai dischi precedenti”, ha affermato Pace.
Infine, il cantautore ha ammesso che una qualità che ha affinato con il tempo è quella di riuscire a ridurre, a semplificare: “Musicalmente la canzone fila liscia e fa sembrare tutto facile, ma in realtà gli accordi non sono così scontati. Anche questa è una crescita, perché in passato ho fatto cose piuttosto complicate proprio per far vedere, in qualche modo, che avevo studiato. Ma se si vuole arrivare un po’ alla gente, bisogna anche saper semplificare”, ha concluso.






