Morto a causa di complicanze sorte in seguito ad un intervento all'anca, il cardinale George Pell è stato il dirigente di più alto grado della Chiesa Cattolica mai perseguito per abusi sessuali su minori.
Il suo caso si è risolto con l'assoluzione da parte della più alta corte australiana.
Insieme a Paul Scutti, commentarore di politica australiana, abbiamo esplorato le reazioni che la notizia ha suscitato nel Paese e che, come ci spiega Scutti, "sono state tra le più diverse".
Scutti ci ha riferito che l'ex Primo Ministro, Tony Abbott, "ha definito Pell un santo dei nostri tempi e ha anche equiparato la condanna e successiva assoluzione ad una forma di moderna crocifissione".
Sulla stessa linea anche un altro ex Primo Ministro, John Howard, che ha criticato le accuse affrontate dal cardinale.
Paul Scutti ci ha anche riportato il commento dell'attuale arcivescovo, Peter Comensoli, il quale ha definito Pell "una figura di rilievo sia in Australia che a livello internazionale".
Del tutto diversa l'opinione della giornalista di ABC Louise Millinger, che per molto tempo ha indagato sulle accuse di pedofilia. Paul Scutti ci ha riportato il suo commento dicendo che "la scomparsa di Pell rappresenta un altro momento difficile per le vittime di abusi".
Non è mancata la dichiarazione del giornalista e scrittore David Marr, secondo cui "Pell è stato un cardinale estremamente abile e determinato che però ha preferito la carriera alla protezione dei minori".
Decisamente neutrale il commento dell'attuale Primo Ministro Anthony Albanese che ha espresso le sue condoglianze agli australiani di fede cattolica.
Albanese ha anche confermato che il ministero degli esteri sta lavorando per riportare in patria la salma del cardinale.
Le esequie si svolgeranno a Sydney nella cattedrale di St. Mary e, per ora, il Primo Ministro non ha confermato la sua presenza.
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