Il conflitto in Medio Oriente non si placa, anzi continua ad espandersi: sabato scorso 28 marzo il gruppo ribelle yemenita degli Houthi si è aggiunto ai combattimenti, lanciando due attacchi missilistici verso Israele nel giro di poche ore.
Inoltre, secondo quanto riporta il Washington Post citando fonti ufficiali statunitensi, il Pentagono si starebbe preparando a settimane di operazioni di terra in Iran, con la possibilità di incursioni delle forze speciali e dell'impiego di truppe di fanteria convenzionale.
A sostegno di questa ipotesi c’è l’arrivo di una nave da guerra statunitense con circa 3.500 militari in Medio Oriente.
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Il giornalista Michele Giorgio, corrispondente del Manifesto per il Medio Oriente, analizza gli ultimi sviluppi ai microfoni di SBS Italian, senza dimenticare il fronte libanese e le violenze in aumento tra Gaza e Cisgiordania.
È opinione diffusa che dopo il 6 aprile, la scadenza che Trump ha fissato per concludere le trattative che lui afferma sarebbero in corso per arrivare ad un cessate il fuoco, dovrebbe scattare un attacco durissimo dagli Stati Uniti.Michele Giorgio, giornalista
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