Sono serviti 18 mesi all'ICAC (la commissione governativa anti-corruzione) per consegnare al parlamento dello stato di Sydney una lista di prove schiaccianti nei confronti dell’ex Premier Gladys Berejiklian, in relazione ai fatti emersi da intercettazioni risalenti al 2020.
L’inchiesta ha stabilito che l’ex premier, non rendendo pubblica la sua relazione con l'allora deputato del parlamento statale Daryl Maguire, avrebbe violato il patto di fiducia con gli elettori.
Questa intima relazione personale, a detta degli inquirenti, avrebbe infatti influenzato le decisioni politiche della Berejiklian.
Ci sarebbe stato un chiaro conflitto di interessi tra la relazione sentimentale dell’ex premier ed il suo far parte di un comitato che ha concesso finanziamenti importanti all’interno del suo elettorato, tra cui 5 milioni all’Australian Clay Target Association (che gestisce un poligono di tiro) ed il doppio, 10 milioni, al conservatorio di Riverina.
Entrambi i progetti erano sotto la diretta supervisione di Maguire, ed erano stati al centro della sua campagna elettorale.
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Il mondo politico si è comunque speso in difesa dell'etica di Berejiklian. Voci di sostegno sono arrivate da tutti gli schieramenti politici.
Anche l’attuale premier del New South Wales premier Chris Minns ha confermato che, nonostante l’indagine mostri responsabilità evidenti, a Gladys Berejiklian dovrebbe essere riconosciuto il valore mostrato nella gestione della pandemia del COVID-19.
Per quanto riguarda invece Daryl Maguire, i rapporti con entrambe le fazioni politiche sono molto più tesi.
L’ex deputato di Wagga Wagga è infatti stato deferito al Department of Public Prosecutions, per una potenziale accusa di inadempienza in pubblico ufficio.
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