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Optus, "troppe domande" ancora in sospeso

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Source: Flickr / Flickr.

Il furto di milioni di documenti dal sistema informatico della Optus lascia ancora in sospeso molte domande: chi coprirà i costi per rifare i documenti? Di chi è la responsabilità? Perché molte aziende trattengono nei loro server dati che in teoria non servono più?


Per fare chiarezza su questa complessa vicenda, abbiamo chiesto il parere di Davide Gaido, esperto di informatica.

Nei giorni scorsi l'Attorney General Mark Dreyfus ha messo in discussione come le aziende raccolgono i dati personali dei loro clienti e poi se li tengono, quando i dati non servono più e in alcuni casi anche dopo la conclusione del contratto.

"Da troppo tempo abbiamo compagnie che raccolgono dati personali dei clienti solo a scopo commerciale", ha dichiarato Dreyfus.

Il ministro dei Servizi finaziari Steven Jones ha invitato i clienti della Optus a contattare la loro banca per assicurarsi che i propri dati personali non siano stati compromessi.

"L'effetto di questa vicenda andrà avanti a lungo", ha affermato Jones.

Intanto il primo ministro Anthony Albanese ha dichiarato: "Non devono essere i contribuenti ad assorbire i costi".

Oltre all'intervento di Davide Gaido, nel corso del programma abbiamo raccolto in diretta anche alcune impressioni dei nostri radioascoltatori.

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