La procura di Torino ha aperto un'inchiesta su alcune plusvalenze sospette della Juventus.
L'indagine è partita dalle operazioni di compravendita dei giocatori effettuate negli ultimi tre anni dalla società bianconera, e ha visto l'iscrizione nel registro degli indagati di sei alti dirigenti, tra i quali il presidente bianconero Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved.
Punti chiave:
- La procura di Torino ha aperto un'inchiesta su alcune plusvalenze sospette della Juve
- Anche gli organi di giustizia della FIGC hanno avviato un'indagine sulle operazioni di mercato dei bianconeri
- Nel mirino ci sono le valutazioni sospette assegnate ai giocatori al centro di scambi

La procura di Torino indaga su 282 milioni di euro di plusvalenze sospette della Juve
Nel mirino ci sono le valutazioni sospette assegnate fittiziamente a giocatori al centro di compravendite di mercato.
Come lo scambio Arthur-Pjanic tra Barcellona e Juventus o come l'acquisto da parte della Vecchia Signora del diciannovenne Nicolò Rovella, valutato 18 milioni e prelevato dal Genoa in cambio di due calciatori.
Intanto la vicenda si allarga a macchia d'olio e potrebbe vedere il coinvolgimento di altre società calcistiche.
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Altre procure sono infatti al lavoro per fare luce sul modo in cui questo stratagemma verrebbe utilizzato dai club come artificio contabile per sistemare i bilanci e rientrare nei parametri del fair play finanziario.
Le indagini - che potrebbero portare all'accusa di falso in bilancio - riguardano adesso anche l'inserimento nella trattativa-Osimhen dei giovani Palmieri, Liguori e Manzi, valutati dal Napoli 5 milioni di euro ciascuno.
Un fascicolo analogo è stato aperto dalla procura della Federcalcio e l'inchiesta potrebbe quindi provocare conseguenze anche sul piano sportivo.
Riascolta l'intervista a Alessandro Austini, giornalista del quotidiano Il Tempo:
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