La paralisi cerebrale è un disturbo neurologico che colpisce il movimento, la postura e la coordinazione muscolare e le statistiche indicano che, in Australia, ogni quindici ore nasce un bambino affetto da questa condizione.
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Questa condizione presenta sfide significative per chi ne è affetto e molte persone riescono a superare questi ostacoli, trovando forza e ispirazione nello sport, come dimostrano i giocatori e le giocatrici dei Pararoos e delle Paramatildas, ovvero le nazionali maschile e femminile dell’Australia.
Tra i giocatori della nazionale maschile australiana ci sono anche Alessandro La Verghetta e Giacomo Izzo, entrambi di origine italiana, che ci hanno raccontato come far parte dei Pararoos li abbia aiutati nella loro crescita personale.
Prima di entrare a far parte dei Pararoos cercavo di nascondere la mia disabilità, ma ora non mi nascondo più e sono orgoglioso di essere un esempio da seguire per i più giovani.Alessandro La Verghetta, difensore centrale dei Pararoos

Giacomo, di 18 anni, cresciuto in una famiglia profondamente legata al calcio, ha fatto il suo debutto con i Pararoos durante i recenti Mondiali di calcio in Spagna.
La sua avventura con la nazionale australiana è iniziata ufficialmente nel 2022, segnando un momento fondamentale nel suo percorso sportivo e personale.
"Il calcio è sempre stato parte della mia famiglia. Facevo parte della rappresentativa del Western Australia da quando avevo 13 anni," racconta Giacomo ai microfoni di SBS Italian.

Far parte dei Pararoos non è positivo solo per i ragazzi, ma anche per i genitori, che vedono questi giovani realizzarsi con la maglia della nazionale australiana.
È il caso del papà di Giacomo, Roberto, figlio di italiani originari di Benevento immigrati in Australia negli anni ’60, che si emoziona ancora oggi ripensando alla partecipazione di suo figlio ai recenti Mondiali in Spagna.
Quando ho visto Giacomo indossare la maglia della nazionale australiana agli ultimi Mondiali, mi sono emozionato tantissimo. Ancora oggi, ogni volta che ci ripenso, mi viene da piangere.Roberto Izzo, padre di Giacomo

Come ci hanno raccontato Alessandro e Giacomo, entrare a far parte di una squadra composta da ragazzi con paralisi cerebrale è stato cruciale per costruire la loro fiducia in se stessi.
Tuttavia, per arrivare a questa consapevolezza, hanno dovuto affrontare numerose sfide, lottando senza mai arrendersi. "Tutto è possibile, soprattutto quando si hanno obiettivi: per raggiungerli bisogna fare ogni giorno qualcosa," conclude Alessandro ai microfoni di SBS Italian.
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