Anche all’estero si deciderà sul referendum sul taglio dei parlamentari previsto in Italia per il 29 marzo.
Anche gli italiani residenti all’estero saranno chiamati a esprimere la propria preferenza sulla Riforma Fraccaro, già approvata in Parlamento, che riduce il numero dei rappresentanti nelle due Camere.
La riforma costituzionale, che prende il nome dal sottosegretario pentastellato alla presidenza del Consiglio promotore dell’iniziativa, riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.
L’istituto dei senatori a vita è conservato fissandone a 5 il numero massimo (finora 5 era il numero massimo che ciascun presidente poteva nominare).
La riforma cambia quindi il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera dei Deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre fino ad ora era 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre finora era 1 ogni 188.424 abitanti).
La norma prevede anche una riduzione della rappresentanza estera. Sebbene non si conoscano i dettagli, la norma comporterà il taglio dei rappresentanti degli italiani all’estero e una redistribuzione delle circoscrizioni.
La Camera ha approvato a ottobre dello scorso anno il taglio dei parlamentari, con un voto a larga maggioranza. Il provvedimento, bandiera del Movimento 5 Stelle, ha ricevuto 553 sì, 14 no e 2 astenuti.
In Senato la votazione era passata già a luglio, i sì erano stati 180, i no 50.
Subito dopo il voto parlamentare sono state raccolte le firme necessarie per la richiesta di un referendum confermativo, fra queste ci sono quelle di 41 esponenti di Forza Italia, 7 del Pd, 3 pentastellati, 2 di Italia Viva e due leghisti, oltre a 9 esponenti del gruppo misto.
Abbiamo chiesto al Console italiano a Melbourne, Pierluigi Trombetta, quali sono le modifiche previste dal referendum e come impatterebbe sugli italiani in Australia.

Come si vota e chi vota all’estero?
Come si legge nel sito del Ministero degli Esteri, il voto è un diritto tutelato dalla costituzione italiana che anche i cittadini italiani residenti all’estero possono esercitare.
I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’AIRE, possono votare per posta. Se la scheda non viene recapitata entro la metà marzo, si può contattare la sede consolare di appartenenza per richiederla.
In Italia il referendum è stato fissato per il 29 marzo, mentre all’estero i plichi verranno raccolti entro il 26 marzo.
Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovino temporaneamente all’estero, per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data di svolgimento del referendum, potranno esercitare il diritto di voto per corrispondenza ricevendo il plico elettorale contenente la scheda per il voto all’indirizzo di temporanea dimora all’estero.
Per esercitare il proprio diritto di voto per corrispondenza, tali elettori dovranno far pervenire al comune d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione entro il 26 febbraio 2020. Il mondulo per iscriversi può essere scaricato qui.





