La giustizia britannica ha negato il ricorso alla Corte Suprema per Julian Assange.
Il 50enne attivista australiano è ricercato negli Stati Uniti per la pubblicazione di migliaia di documenti classificati, pubblicati nel 2010 e nel 2011.
Punti chiave:
- Negato il ricorso contro la sentenza d'appello a Julian Assange
- La Gran Bretagna ha avviato sanzioni e sequestri di beni russi in corso
- Successo dell'inizativa Homes for Ukraine, che consente al popolo britannico di accogliere i rifugiati ucraini in fuga
I documenti di Wikileaks hanno reso noto che l'esercito americano ha ucciso centinaia di civili, in incidenti non denunciati, durante la guerra in Afghanistan, mentre i file trapelati della guerra in Iraq mostravano che 66.000 civili erano stati uccisi.
“L'unica strada che resta aperta per Assange è fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell′Uomo, anche se questo non impedisce la sua estradizione negli Stati Uniti dove rischia fino a 175 anni di carcere", ha commentato la giornalista del Sole 24 Ore Nicol Degli Innocenti ai microfoni di SBS Italian.
Intanto nei giorni scorsi il giornalista britannico Benjamin Hall, inviato in Ucraina per Fox News, è stato ferito in un attacco, mentre il collega Pierre Zakrzewski è rimasto ucciso.
Il governo britannico ha voltato completamente pagina rispetto al passato e, anche alla luce di quanto accaduto, ha inasprito le sanzioni.
”Boris Johnson ha accelerato le donazioni di armi all'Ucraina, ha imposto sanzioni durissime e bloccato importazioni di beni dalla Gran Bretagna alla Russia. Un cambio di rotta molto atteso da chi accusava il governo Johnson di fornire rifugio agli oligarchi russi, in qualche caso dando loro la cittadinanza, senza verificare le origini dubbie dei loro miliardi”, ha continuato la giornalista.
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Homes for Ukraine è l'ultima inizativa che riflette la nuova linea di governo.
”Questo piano consente al popolo britannico di accogliere i rifugiati ucraini in fuga, anche se il contributo del governo ammonta a soli 300 dollari per le famiglie che si faranno carico degli aiuti”.
I rifugiati potranno vivere e lavorare nel Regno Unito per un massimo di tre anni e accedere all'assistenza sanitaria, al welfare e alle scuole.
Secondo quanto riferito dalla stampa locale, ad un'ora dall'attivazione del sito erano già più di 1500 i cittadini che hanno aderito alla proposta.
Ascolta l'intervento integrale di Nicol Degli Innocenti, giornalista del Sole 24 Ore a Londra:
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