Circa 200 italiani, che si trovavano in Israele durante l'attacco di Hamas dei giorni scorsi, sono stati rimpatriati grazie ad un'operazione condotta dal Ministero degli Esteri.
"Molti di loro avevano ancora il terrore dipinto sul volto", sostiene il giornalista Carlo Fusi. "Hanno passato le ultime notti in luoghi di fortuna, istituti religiosi o di altro tipo".
La premier Giorgia Meloni, assieme ai primi ministri di Germania e Inghilterra e ai capi di Stato francese e statunitense, ha espresso piena solidarietà al diritto di difesa di Israele.
Questa presa di posizione, secondo Fusi, "prova la considerazione italiana nello scacchiere geopolitico occidentale, e cementifica lo schieramento dell'Occidente stesso".
Se però il governo Meloni brilla sul fronte esteri, in casa propria il parlamento non riesce, nonostante un'estenuante seduta, a produrre un documento condiviso sul conflitto israelo-palestinese.
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La posizione intransigente della Lega, che ha negato supporto anche agli aiuti umanitari alla Palestina, ha di fatto impedito la realizzazione di un intento condiviso, sfociando nella realizzazione di un documento che Fusi definisce "edulcorato".
Meloni ha visitato la Sinagoga di Roma, ed ha espresso vicinanza al popolo israeliano, nella settimana in cui si ricorda l'eccidio nazista nel Ghetto della Capitale, datato 16 ottobre 1943.
Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.
Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.
L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.
Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.
In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.
L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza deglii Stati membri durante una votazione nel 2018.
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