Di rientro da Pechino, Vladimir Putin incassa un mezzo fiasco. Il presidente russo si è recato a Pechino per incontrare, tra gli altri capi di Stato, il suo omologo cinese Xi Jinping.
L'appuntamento era il terzo Forum sulla Via della Seta (“Belt and Road Initiative”), evento che ha visto la presenza di rappresentanti di 130 Paesi.
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A fare più notizia, ovviamente, quella di Putin, al suo secondo viaggio all'estero dall'inizio della guerra in Ucraina - sul presidente russo pende un mandato di arresto nternazionale, emesso dalla Corte di giustizia dell'Aia che non è riconosciuta dalla Cina, per “presunti crimini di guerra”.
Si è trattato del 43esimo incontro negli ultimi 10 anni tra i due leader, che hanno principalmente parlato di economia, con esiti non proprio positivi per Mosca, che sembra non aver raggiunto gli obiettivi prefissati.
L'altra grande novità della settimana è l'utilizzo di missili a lunga gittata da parte dell'esercito ucraino. L'artiglieria, fornita dagli Stati Uniti, potrebbe essere, secondo D'Amato, "un fattore che potrebbe cambiare il corso degli eventi".
Infine, D'Amato ha parlato anche del fronte del Caucaso meridionale, che dopo la recente iniziativa azera in Nagorno Karabakh potrebbe deflagrare in un altro conflitto.
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