Nelle ore scorse gli Stati Uniti hanno rischiato di fermarsi, in moltissimi settori: dai viaggi aerei alle licenze di matrimonio, dai parchi nazionali fino agli aiuti alimentari. Tutti i servizi governativi rischiavano di essere interrotti e i dipendenti pubblici rischiavano un congedo senza stipendio per un periodo di tempo indeterminato.
Nella giornata di sabato 30 settembre Camera e Senato sono riusciti a trovare un compromesso che ha permesso di rimandare questo rischio, se non di scongiurarlo completamente.
Per i prossimi 45 giorni le attività del governo federale saranno quindi finanziate, ma rimane l'incognita su quel che accadrà dopo, con un nuovo accordo da trovare entro metà novembre.
Nel testo approvato non appare la copertura delle spese per gli aiuti destinati all'Ucraina, fondamentali per l'amministrazione Biden ma non per parte del partito repubblicano.
Giampiero Gramaglia, giornalista esperto di questioni statunitensi, ha analizzato ai microfoni di SBS Italian questa convulsa giornata politica, che ha solo rimandato una sfida che rimane aperta.
Secondo Gramaglia ad essere evidente, oltre alla volontà di parte del partito repubblicano di mettere l'amministrazione Biden in una posizione di difficoltà, c'è anche il conflitto interno al partito stesso, che si divide nel suo sostegno a Donald Trump.
Trump non ha il sostegno della maggioranza dei deputati repubblicani. 90 hanno votato contro questo compromesso, come voleva Trump, 130 hanno votato a favore.Giampiero Gramaglia, giornalista
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, Twitter e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.



