L'alto costo del caffè take-away per l'ambiente

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Il caffè alla mattina è un rito quotidiano per milioni di persone al mondo. Molti lo bevono a casa, tanti seduti al bar ma per un gran numero di persone il caffè è take-away.


Nella maggior parte dei casi si beve ancora in tazze usa e getta, spesso riciclabili, ma si tratta sempre di un prodotto che ha vita breve - esattamente il tempo di un caffè- e poi viene buttato via.

Ma è quindi abbastanza utilizzare prodotti ricilabili per ridurre il nostro impatto, come consumatori, sull'ambiente? La risposta è no, secondo David McLagan, fondatore australiano di Ecoffee Cup, che in un'intervista rilasciata alla rivista Forbes ha detto che se anche se riciclassimo i prodotti che consumiamo al 100%, questa non sarebbe la risposta.

Secondo McLagan il riciclaggio non è che un modo per mitigare il senso di colpa dei consumatori: “La maggior parte degli oggetti monouso viene utilizzata per alcuni minuti e quindi eliminata. Penso che sia probabilmente l'abuso di risorse più ridicolo che gli umani abbiano mai inventato, sfidando la logica economica a così tanti livelli".

Inoltre spesso i bicchieri di carta nei quali il nostro caffè take away viene posto è coperto dal polietilene durante il processo di fabbricazione. Il polietilene è una pellicola di plastica che aiuta a mantenere caldo il caffè, ma allo stesso tempo rende la tazza non riciclabile.

Valentina Petrone, architetto e consulente ambientale e autrice del blog "Think about sustainability", ci suggerisce qualche alternativa.


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