Il Pianeta Rosso è sotto i riflettori in questi giorni grazie ad una scoperta eccezionale, ma anche per via della sua posizione rispetto alla Terra.
In questi giorni il pianeta Marte fa parlare molto di sé: un po' perché si trova alla sua distanza minore dalla Terra e quindi appare più luminoso del solito, un fenomeno che ha appena raggiunto il suo apice e comincerà a scemare da metà agosto, e un po' perché nei giorni scorsi è stata annunciata una scoperta straordinaria compiuta grazie al radar italiano Marsis.
La scoperta consiste nell'individuazione di acqua allo stato liquido, presente in un vero e proprio lago sotterraneo nel Polo Sud del Pianeta Rosso. Pubblicata su Science, la scoperta è stata presentata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dalle università Roma Tre, Sapienza e Gabriele d'Annunzio (Pescara), e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
Abbiamo raggiunto telefonicamente in Italia, per commentare la scoperta, il responsabile scientifico del radar Marsis Roberto Orosei, dell'Istituto di Radioastronomia di Bologna dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e primo autore della ricerca, che ci ha spiegato il significato dei risultati e i metodi applicati.
In questi giorni il pianeta Marte ha raggiunto il punto più vicino alla Terra dal 2003 a questa parte. Il Pianeta Rosso si trova periodicamente a una distanza minima e una massima dalla Terra perché ha un'orbita ellittica, e le distanze variano anche per il disturbo dovuto all’attrazione gravitazionale di Giove. L’incontro da record degli ultimi 60.000 anni, secondo la Nasa, è stato quello del 2003: per batterlo, occorrerà attendere il 2287.
Questi momenti di distanze ravvicinate costituiscono un’occasione per lanciare nuove missioni, in quanto la minore distanza rende il viaggio più breve, circa 6 mesi. Nel 2020 Marte tornerà ad avvicinarsi, ed è per allora, come spiega ai nostri microfoni Orosei, che l’Europa programma di lanciare la missione ExoMars 2020.





