Dal commercio a Taiwan fino al Medio Oriente: analisi dell’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, tra segnali di dialogo e molte questioni aperte.
Scopri altri nostri podcast cliccando qui.
Lo scorso 14 e 15 maggio, il presidente americano Donald Trump si è recato a Pechino per un bilaterale con il suo omologo cinese Xi Jinping, tornando in Cina dopo la visita del 2017, l’ultima di un presidente americano.
In quell’occasione, "era la prima volta che un leader straniero veniva ricevuto ufficialmente nella Città Proibita dal 1949, e i rapporti di forza da allora sono molto cambiati", spiega il giornalista Lorenzo Lamperti.
La Cina si sente più forte ed è stato proprio questo il senso più profondo del viaggio di Trump per Pechino: mostrare in maniera plastica il raggiungimento di un rapporto paritario tra le due potenze.Lorenzo Lamperti, giornalista e direttore editoriale di China Files
Un incontro molto atteso, che ha però lasciato aperte le questioni più delicate, alimentando la delusione dei mercati. Tra i diversi temi caldi, quello apparso più centrale è la questione Taiwan.
"Il punto più critico non è nemmeno quello dell’indipendenza, ma quello delle armi", spiega Lamperti, riferendosi a un pacchetto da 14 miliardi di dollari che gli Stati Uniti potrebbero vendere a Taipei.
Ascolta l'intervento di Lamperti cliccando sul tasto "play" in alto
C’è poi la situazione in Medio Oriente: "l’Iran e lo Stretto di Hormuz erano tra i grandi temi alla vigilia della visita, ma ne è uscito poco, quantomeno a livello ufficiale", prosegue il direttore editoriale di China Files.
Per quanto riguardo il commercio, "la Cina ha parlato di importanti accordi, ma li ha definiti preliminari", spiega
Lamperti.
"Niente svolte sui due temi principali: le restrizioni alle catene di approvvigionamento tecnologiche e le terre rare", aggiunge.
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.





