In Turchia si sono tenute nella giornata di domenica le elezioni generali: gli aventi diritto al voto erano chiamati ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica e i membri della nuova Grande Assemblea, ossia il parlamento del Paese.
A sfidare Recep Tayyp Erdoğan è il 74enne ex dipendente pubblico Kemal Kılıçdaroğlu, che ha impostato la sua campagna elettorale in modo antitetico a Erdoğan, realizzando ad esempio video dalla cucina di casa, con un quaderno ed una tazza di té.
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Nessuno dei due contendenti ha ottenuto piu del 50% dei voti: Erdoğan si è fermato al 49.5% mentre il cosiddetto "Ghandi turco" al 44.89%.
Sarà quindi ballottaggio, in programma tra due settimane, domenica 28 maggio, con tutti partiti di opposizione che sosterranno Kılıçdaroğlu.
Nelle elezioni parlamentari il Partito della Giustizia e dello Sviluppo - l'AKP - di cui Erdoğan è fondatore e leader ha sì ottenuto la maggioranza dei seggi, assieme agli altri partiti conservatori che compongono la cosiddetta Alleanza del popolo, ma non abbastanza per poter disporre di più ampi poteri.
322 i seggi parlamentari per la coalizione conservatrice sui 600 disponibili. In entrambe le elezioni, affluenza che ha sfiorato il 90%.
Secondo il giornalista Michele Giorgio, esperto di politica mediorientale, "il potere di Erdoğan è ancora molto forte, in particolare nelle zone martoriate dal terremoto, dove si pensava che invece il regime potesse iniziare a scricchiolare".
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